Dopo il voto di febbraio per le rsa adesso viene dato il via a quello per i delegati alla sicurezza, gli rls. Intanto gli operai Cobas licenziati si autoconvocano per il voto.
C’è un significativo aspetto politico e sindacale dietro queste seconde elezioni dei rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori nello stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano. A tenere banco è infatti la partecipazione al voto della Fiom, finora praticamente esclusa dal sistema della rappresentanza “alla pari” nel gruppo automobilistico. A febbraio le elezioni per così dire più importanti, cioè quelle per le rsa, i delegati alla trattativa con l’azienda, avevano visto la partecipazione dei soli sindacati firmatari degli accordi con Marchionne. In quell’occasione la Fim Cisl è risultata la prima organizzazione di categoria con 1408 voti ( il 32,7%) e 14 rappresentanti sindacali. Nelle elezioni del 2006 la Fim aveva ottenuto il 18,6% e 8 delegati ed era la quarta organizzazione. Le altre organizzazioni sindacali avevano riportato il seguente consenso: Uilm 28,5%, e 13 Rsa, Fismic 26,3 % e 11 rsa, Ugl 5,4 % e 2 rsa, Aqcf ( associazione quadri ), il 3,3% 2 rsa. Ora però c’è anche la Fiom, messa ai margini da quando, cinque anni fa, i metalmeccanici della Cgil si rifiutarono di sottoscrivere prima l’accordo Panda ( giugno 2010 ) e il successivo contratto dell’auto ( dicembre 2010 ), giudicati dal sindacato diretto da Landini un autentico colpo basso ai diritti dei lavoratori. Ma nel frattempo di ulteriori esclusioni ce ne sono state ancora. Escluse dal voto che si terrà dal 6 al 9 luglio risultano infatti le organizzazioni di base, Slai Cobas e Cobas del Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat. Qualche giorno fa i cinque operai Cobas licenziati l’anno scorso per aver esibito un fantoccio “impiccato” raffigurante Marchionne si sono provocatoriamente autoconvocati per le elezioni delle rls, davanti ai cancelli della fabbrica.









