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giovedì, Dicembre 2, 2021

Ferrero, presidente pittoresco, mette in secondo piano la panchina lunga del Napoli

La vittoria degli azzurri contro la Samp è tutto merito delle seconde linee, risorsa preziosa

Romeo Anconetani e Costantino Rozzi (più indietro nel tempo non saprei andare, per evidenti limiti di età) erano tra i presidenti pittoreschi che hanno popolato il calcio italiano: facevano la loro parte per rendere meno noioso uno spettacolo che si alimentava di poche immagini e pochissime interviste, se paragonato ai giorni nostri. La Gialappa’s band ha costruito migliaia di puntate di “Mai dire Gol” sui loro strafalcioni, su quell’italiano strampalato che allora era un’eccezione ed oggi quasi una regola, per non parlare delle intemperanze contro gli arbitri, delle lamentele per le sconfitte.

Passano gli anni ma, nonostante lo show del calcio si sia arricchito fino a diventare esagerato, c’è ancora un gran bisogno di presidenti pittoreschi. Per esempio c’è bisogno di Massimo Ferrero, patron della Sampdoria al quale sabato sera sono stati concessi riflettori e microfoni per lamentarsi di un arbitraggio scandaloso e a favore del Napoli, vittorioso per 2 a 1 contro i blucerchiati al San Paolo dopo una gara di sofferenza e in rimonta. L’arbitro ha probabilmente sbagliato, forse ha esagerato nell’ammonire Silvestre (così la Samp è rimasta in dieci e il Napoli sarebbe così riuscito – il condizionale è d’obbligo, se permettete – ad avere vita più facile nel completare la rimonta), quasi certamente però ha fatto bene a fischiare il fallo sul portiere azzurro Reina. Ma tutto ciò importa poco: l’importante è consentire a Ferrero di fare la sfuriata, ragionarci (ragionare, mo: si fa per dire) per qualche ora, farci qualche battuta e costruire il caso. È andata così: per fortuna i tre punti restano al Napoli.

Qui, però, si vuole ragionare (e niente, “ragionare” è un verbo bellissimo) di un altro dato, un elemento che qualche anno fa era sconosciuto al Napoli: la panchina lunga. Gabbiadini, Strinic e Tonelli goleador che non ti aspetti: calciatori ai margini, uno addirittura con la valigia, un altro ancora al suo debutto stagionale, che ti risolvono la partita. Fattori estremamente positivi, gente che torna utile al momento opportuno. Le grandi squadre ne hanno sempre avuto un gran bisogno, quasi quanto hanno bisogno dei campioni. O il gol di Zaza l’anno scorso a Torino non ha insegnato nulla?

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