Convalidato il fermo per Antonio Esposito e Paolo Mocerino, bloccati nella tarda serata di venerdì a Pomigliano con addosso giubbotti antiproiettili e due pistole cariche. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Nola Paola Borrelli ha ordinato la custodia cautelare in carcere per i due indagati.
Porto e detenzione di armi, ricettazione e tentata rapina aggravata i reati che gli sono stati contestati. Aggravati dall’articolo 7: la finalità camorristica. Gli atti, presumibilmente, dovranno essere trasferiti al tribunale di Napoli e titolare dell’inchiesta diventerà la Dda partenopea. Mocerino resta, quindi, rinchiuso nell’istituto penitenziario di Poggioreale. Esposito, invece, dimesso dalla clinica Villa dei Fiori, è stato trasferito nella casa circondariale di Secondigliano. Nella struttura sanitaria di Acerra era arrivato venerdì notte a bordo di un’ambulanza con tre ferite d’arma da fuoco, due al bacino e una al braccio. E lì, con quei fori sul corpo, ieri mattina è stato interrogato dal gip. I carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone, stanno lavorando per ricostruire quanto è accaduto. La sparatoria, secondo quanto raccontato da persone che avrebbero assistito al fatto, sarebbe avvenuta a Brusciano (dove Esposito e Mocerino risiedono) pochi minuti prima che i carabinieri intercettassero i due fuggitivi a Pomigliano. Una circostanza che dovrà essere confermata dalle indagini, vista l’assenza di segnalazioni alle forze dell’ordine. L’episodio si inserirebbe nella faida di camorra in corso a Brusciano tra il clan dei Rega e un nuovo gruppo che sta provando a imporsi sul territorio, al quale si ritiene che siano legati i due arrestati.






