Previsti miglioramenti salariali in base ai rendimenti di fabbrica. Interventi anche su orario, indennità e professionalità.
Dopo 9 mesi di trattativa è stato rinnovato il contratto degli oltre 86.000 dipendenti di FCA e CNHI. La firma dell’accordo è sopraggiunta oggi pomeriggio. Il negoziato si era interrotto nel dicembre scorso a seguito dell’ indisponibilità dell’azienda a incrementare il salario oltre il tasso d’inflazione. Fca più volte si era resa disponibile da subito a concludere il negoziato, come nel passato, con incrementi in paga base collegati al tasso d’inflazione, che in questo periodo è prossimo allo zero.
Questo avrebbe significato per un operaio al montaggio (5° gruppo 2 fascia) un incremento intorno ai 9 euro lordi al mese. Ma in un comunicato la Fim-Cisl sostiene di aver sempre rivendicato che per fare un contratto “ è necessaria una risposta salariale positiva per i lavoratori ” e che “ non era accettabile che a tassi d’inflazione vicina allo zero gli aumenti salariali, anche se in paga base, fossero praticamente pari allo zero ”. La Fim aggiunge che “ era indispensabile trovare soluzioni diverse e nuove per poter dare aumenti salariali”.
E’ stato quindi introdotto un sistema salariale in grado di erogare importi più consistenti collegandoli all’andamentoaziendale e definendo due elementi di garanzia. Il primo prevede una valutazione e un intervento nel caso nel biennio ci siano stati scostamenti inflattivi significativi, oggi non prevedibili. Il secondo è un incontro tre mesi prima del prossimo rinnovo per definire i livelli retributivi base. Questa scelta determinerà nel quadriennio un incremento salariale che con i due indicatori individuati potrà erogare una quota salariale dai 7.040 ai 10.736 euro. Con un’erogazione fissa di 330 euro annui che già da sola supera gli incrementi stimati sull’inflazione. Sono stati così individuati due parametri (efficienza e redditività) diversi da quello inflattivo per incrementare il salario.
“L’azienda però – aggiunge il sindacato di categoria della Cisl – manteneva ancora le proprie riserve sulle quantità bloccando il negoziato per alcuni mesi fino a quando, nel mese di aprile, dopo il cda di FCA, finalmente sono state concesse le quantità salariali che avevamo richiesto e la trattativa è ripartita ”. Dal mese di aprile si è susseguita una serie di incontri che hanno consentito di definire le intese sul salario con le varie società e di introdurre anche miglioramenti normativi sull’orario di lavoro, sulle relazioni sindacali, sull’inquadramento professionale.“ Alla fine siamo riusciti – commentano Bentivogli e Uliano, dirigenti nazionali della Fim – ad individuare un buon risultato, che risponde alle nostre richieste salariali e normative presentate nella piattaforma di ottobre 2014 ”. Nei prossimi giorni l’accordo sarà sottoposto al voto degli oltre 800 rappresentanti sindacali di tutti gli stabilimenti italiani. Seguiranno le assemblee negli stabilimenti e uffici.



