Primi problemi dopo l’accordo tra Governo, Regione, Comune.
Veloci, a passo lento. Anche un po’ incerto. Un’ ossimoro. Una settimana dopo la firma per il rilancio di Bagnoli, più di qualcosa non torna. Matteo Renzi, ieri in Campania per presentare il suo nuovo libro, ha trovato modo per criticare De Magistris sulla firma dell’intesa con Governo e Regione Campania. Via un sassolino dalla scarpa. Già , perché il Sindaco di Napoli ha impiegato un anno e mezzo per sottoscrivere l’accordo. Mi fa piacere che abbia accettato il piano del governo, ha detto Renzi. Nel frattempo è cambiato il governo, certo, ma il piano è sempre quello. Con me no, con altri si: chiaro ? E il Commissario per Bagnoli lo aveva nominato lui. De Magistris in settimana, – poche ore dopo il “grande evento”- si è visto voltare le spalle dal Consiglio comunale di Napoli. Riunione saltata con all’ordine del giorno proprio l’accordo su Bagnoli. Non è rimasto contento. Il passo, poi, si è ulteriormente rallentato con il rinvio al 4 agosto della Cabina di regia a Roma. Altro appuntamento decisivo per il via libera all’intesa interistituzionale. La gara , dunque, si è già appannata ? Presto per dirlo. Ma in più di 20 anni, Napoli, i napoletani , osservatori internazionali , hanno visto di tutto sui resti di una importante storia industriale. Ora può riprendere un senso di smarrimento per l’incapacità di una classe di governo di essere all’altezza di sfide così qualificanti. Bastano le foto opportunity ? Bagnoli è la sfida ambientale e progettuale più grande d’Italia, con 200 milioni di euro di investimenti e lavoro per i prossimi dieci anni. Il patto firmato prevede operatività fino al 2024 (?), ma in questo tempo si pongono le premesse per investimenti di lunghissimo periodo. Molte imprese sono ì pronte ad investire e ai soldi di Roma e di Bruxelles non si può rispondere con il politically incorret. Dovremmo saperlo da tempo. De Magistris a Roma incontrerà Gentiloni. Auguriamoci che non nascano incomprensioni come quelle con Renzi. Accetterà il sindaco di Napoli che il Commissario straordinario Salvo Nastasi (nominato da Renzi premier ) continui a gestire il Piano ? Ritorneranno gli scontri sullo “scippo” di Roma ai danni di Napoli ? I tre “De” – De Vincenti, De Luca, De Magistris – firmatari di quell’accordo si sono assunti la responsabilità di superare quelle incomprensioni, di avviare un percorso nuovo e pacifico. La città complessivamente ci ha creduto e c’è una ripresa di fiducia nelle istituzioni. Su questo progetto, almeno. Il resto si indebolisce, ma è un altro discorso . Dal coro si sfilano Vittorio Silvestrini e Adriano Giannola, Presidente e Vicepresidente di Città della Scienza, che criticano l’idea di spostare i vecchi edifici bruciati nel 2013 in altra sede. Città della Scienza è l’unica testimonianza di rinascita ambientale e culturale dell’area ex Italsider. Il progetto di lasciare libera la fascia di litorale non convince la comunità del Centro scientifico e forse una soluzione si troverà. E’ sull’intera l’operazione Bagnoli che oggi ci chiediamo come e quando. E dalla “grande intesa”, è passata solo una settimana.



