Da più parti s’invoca un’azione giudiziaria più incisiva.
La sensazione diffusa nel territorio compreso tra Pomigliano, Nola, Acerra e il Vesuviano interno è che l’ingiustizia sociale la stia facendo da padrona nel territorio. E da troppo tempo. Molti ambienti popolari della zona stanno avvertendo il peso claustrofobico di un potere che schiaccia qualsiasi aspettativa di miglioramento in una zona dell”hinterland come questa popolata da mezzo milione di cristiani e non cristiani. Il repulisti tanto invocato da chi ha avuto il coraggio di scendere in piazza negli ultimi anni resta una chimera. Intanto era stata la stessa ex prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone, a lanciare il monito, un anno e mezzo fa. “Nei comuni in provincia di Napoli a comandare sono sempre le stesse famiglie, da decenni”, la morale spuntata da un rapporto controverso sulle collusioni tra potere politico, camorra e corruzione nell’hinterland napoletano. Parole a cui non sono seguiti fatti giudiziari di spessore. Tutto dunque resta immobile, come congelato da un qualcosa che non si capisce in che consista. Solo l’azione decisa della magistratura potrebbe smuovere le acque stagnanti di una provincia praticamente paralizzata o, sarebbe meglio dire, ibernata da una mentalità obsoleta che resiste al cambiamento dettato dal passare quantomeno cronologico dei tempi.



