Disoccupati di Acerra ancora nella bomba di amianto. Studenti in sciopero. E i Pellini denunciano “una campagna di odio”

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La questione ambientale e quella occupazionale sembrano intrecciarsi in quel di Acerra. Oggi i disoccupati “BROS” della sede di via del Pennino, in agitazione per ottenere misure concrete dalla politica, sono giunti al sesto consecutivo di occupazione del cantiere di ripristino del primo circolo didattico, nella cui palestra i senza lavoro hanno scoperto una grande discarica di condutture e serbatoi di amianto. Questo inquietante ritrovamento ha indotto gli studenti dell’attiguo liceo socio psicopedagogico Bruno Munari a non andare più a scuola “fino a quando – affermano – il pericolo non cesserà”. “Non ci spieghiamo – eccepiscono gli studenti – come mai i cartelli di pericolo siano stati affissi solo a qualche metro dalla nostra scuola e non anche sulla scuola stessa”. Non è finita. Non si placa infatti l’indignazione popolare scaturita dalla vicenda dei fratelli Pellini, i tre imprenditori dello smaltimento dei rifiuti condannati l’anno scorso a 7 anni di reclusione per disastro ambientale nel territorio di Acerra ma poi rilasciati per effetto di una serie di benefici una settimana fa, dopo dieci mesi trascorsi in carcere. L’altro giorno molti cittadini hanno segnalato, e anche fotografato, la presenza di un elicottero nell’eliporto sequestrato ai Pellini dalla dda l’anno scorso insieme a un patrimonio di 222 milioni composta da case, conti bancari, terreni, auto ed elicotteri. Ieri è anche spuntata un’altra fotografia che immortala il velivolo in volo sui tetti dei palazzi. Ma uno dei tre fratelli Pellini, Giovanni, non ci sta e replica. “L’elicottero non è il nostro. Non c’eravamo noi all’interno – afferma Pellini – era di una società del gas che doveva effettuare rilievi aerei. Ma son so perché si trovasse nell’eliporto di via Tappia, che spesso è stato utilizzato da altri per motivi di pubblica utilità. Strutture del genere devono sempre essere messe a disposizione per il soccorso pubblico”. Pellini intanto denuncia “una campagna di odio”. “Basta con quest’odio – la sua richiesta – alimentato dagli ambientalisti e dalle omelie del vescovo di Acerra. Vogliamo vivere in pace”. Nel frattempo si tenta di fare qualcosa per rimediare all’ennesima emergenza, quella appunto scattata con il ritrovamento della discarica di amianto nel cantiere di ristrutturazione del primo circolo didattico. La polizia municipale ha messo una serie di teloni sull’eternit. Ieri è giunta una ditta incaricata di effettuare le analisi. “Se non ci sarà la messa in sicurezza definitiva dell’intero edificio – avverte però Mimmo Panico, dei disoccupati “BROS” – noi da qui non andremo via. Inoltre tutte le analisi che la ditta incaricata sta effettuando dovranno risultare veritiere e credibili, neutrali da ogni schema politico, per il bene dell’intera comunità. Altrimenti andremo ad oltranza”. Ribadito poi l’appello al lavoro. “Il Comune – aggiunge Panico – deve smetterla di dedicarsi all’edilizia e iniziare ad attivare politiche concrete per l’occupazione e per migliorare la vita tremenda che stiamo patendo noi e centinaia di famiglie indigenti”.

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