Viene definita “categoria protetta”, ma posso garantirvi che, tutto siamo, fuorché protetti.
I colpevoli di questa disparità di trattamento non vanno ricercati troppo lontano o chissà dove, è facilissimo identificarli, e sono le amministrazioni locali. Governi cittadini che vanno in netto contrasto con la vigente legge del 12 marzo 1999 n 68, che li obbliga a rispettare determinate quote per l’inserimento lavorativo dei diversamente abili.
Si creano, per questa scellerata ragione, che di ragionevole ha ben poco, una evidente differenza da regione a regione, tra chi purtroppo vive in una provincia e chi no.
Ulteriore inceppo, poi, sorge nel momento in cui, raramente va detto, avviene finalmente una chiamata. Ed è qui che ci troviamo di fronte ad un evidente problema di comunicazione tra i centri per l’impiego e le aziende. Infatti, molto spesso, ai soggetti disabili, vengono proposti colloqui di lavoro dove è palese, fin troppo chiara, la totale mancanza di informazione sull’handicap che li affligge.
E non mancano, qualora ne sentissimo la mancanza, complicazioni riguardo i concorsi pubblici, sia quelli dedicati alle categorie protette sia quelli ordinari.
Ogni cittadino disabile ha il diritto, con i dovuti requisiti, di partecipare a qualsiasi genere di selezione pubblica. A dirlo, è bene sottolinearlo, non sono io bensì la legge 104\ 92 art 20: “La persona handicappata sostiene le prove d’esame nei concorsi pubblici e per l’abilitazione alle professioni con l’uso degli ausili necessari e nei tempi aggiuntivi eventualmente necessari in relazione allo specifico handicap.
Nella domanda di partecipazione al concorso e all’esame per l’abilitazione alle professioni il candidato specifica l’ausilio necessario in relazione al proprio handicap, nonché l’eventuale necessità di tempi aggiuntivi”.
Da qualche tempo, però, precisamente dell’agosto 2014, è stata introdotta una apprezzabile riforma: la legge 11. All’interno di essa si può leggere chiaramente quanto segue: “una persona con invalidità uguale o superiore all’80% non è tenuta a sostenere la prova preselettiva eventualmente prevista”.
Nella speranza che la situazione possa migliorare, invito la politica, i governi, ad impegnarsi ulteriormente affinché vi sia un maggior rispetto delle leggi, e di inasprirle lì dove è necessario.



