la Dietoterapia come bussola per i pazienti stomizzati e complessi
Dal posizionamento di una colostomia alla gestione delle patologie metaboliche e neurologiche: perché il Dietologo Clinico è insostituibile.
di Dott.ssa Teresa Esposito MD PhD
Quando si parla di nutrizione clinica, il pensiero corre spesso e giustamente ai pazienti oncologici. Tuttavia, esiste una vasta platea di pazienti che affronta sfide quotidiane altrettanto complesse: parliamo di chi ha subito interventi di ileostomia o colostomia (destra o sinistra) per ragioni non necessariamente legate a un tumore, come malattie infiammatorie croniche o traumi.
Il rebus delle stomie: ogni “lato” ha la sua dieta
Un errore comune è pensare che una stomia valga l’altra. Dal punto di vista nutrizionale, la differenza è radicale e richiede una competenza medica specifica.
Sbagliare l’apporto di fibre o liquidi in questi casi non significa solo “digerire male”, ma rischiare squilibri elettrolitici che possono portare dritti in ospedale.
La visione d’insieme: il paziente non è solo la sua stomia
Il Dietologo Clinico non guarda solo al “tubo digerente”, ma agisce come un regista della salute complessiva. Un paziente che arriva per una corretta gestione alimentare post-intervento, spesso porta con sé un bagaglio di altre patologie che devono convivere armoniosamente:
”Trattare una colostomia dimenticando che il paziente è anche diabetico o soffre di depressione è un errore clinico. La dietoterapia è l’unica disciplina capace di sintetizzare tutte queste esigenze in un unico piano alimentare sicuro.”
L’appello ai pazienti e familiari dei pazienti
La complessità di un paziente “multipatologico” non può essere gestita da schemi pre-stampati o da figure senza una preparazione medica specialistica. La dietoterapia è un atto medico specialistico a tutti gli effetti: protegge gli organi, supporta la mente e restituisce dignità alla vita quotidiana di chi ha affrontato interventi delicati.



