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Delitto Colalongo, la Dda stringe il cerchio: in carcere presunti mandanti ed esecutore

 

Nuovi sviluppi nell’indagine sull’omicidio di Ottavio Colalongo, assassinato in un agguato avvenuto lo scorso 17 dicembre in via Giuseppe Garibaldi. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Nicola Luongo, Antonio Covone e Antonio Aloia.

Il provvedimento, firmato dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ipotizza per i tre indagati responsabilità nell’organizzazione e nell’esecuzione del raid mortale. Le accuse sono di omicidio e detenzione e porto illegale di arma comune da sparo, aggravati dal metodo mafioso.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il delitto sarebbe maturato nell’ambito della competizione tra gruppi criminali attivi tra Scisciano, Marigliano e San Vitaliano. L’obiettivo sarebbe stato quello di consolidare il controllo sulle piazze di spaccio e sulle altre attività illecite della zona.

Le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza hanno documentato l’arrivo dei killer su una moto e la successiva fuga. Colalongo avrebbe tentato di sottrarsi all’agguato, ma dopo una breve colluttazione è stato colpito mortalmente e lasciato a terra.

Durante la fuga i sicari avrebbero perso l’equilibrio, cadendo dalla moto. L’imprevisto, forse unito al transito di un’ambulanza scambiata per un’auto delle forze dell’ordine, li avrebbe indotti ad abbandonare arma e oggetti personali. Gli investigatori hanno recuperato la Honda Transalp utilizzata per l’azione, la pistola e un borsello contenente cellulari, chiavi e contanti.

Gli elementi raccolti hanno consentito agli inquirenti di delineare ruoli e responsabilità, individuando nella vittima un esponente di rilievo del gruppo Filippini nell’area vesuviana. L’attività investigativa prosegue per verificare eventuali ulteriori collegamenti con altri ambienti criminali.

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