Soddisfacente, secondo gli organizzatori, la percentuale di adesione allo sciopero nazionale contro il decreto di legge targato Renzi-Giannini. Insegnanti, personale della scuola e studenti alzano la voce in molte città italiane.
Grande adesione alla manifestazione organizzata ieri, 5 maggio 2015, per protestare contro la riforma della scuola del governo Renzi, uno sciopero generale che alcuni sindacalisti hanno definito «il più grande di sempre» e che si è svolto ad Aosta, Milano, Roma, Bari, Catania, Palermo, Cagliari, per un totale di più di 500mila scioperanti in tutta Italia.
Le proteste più partecipate sono state registrate a Roma e Milano, dove a fianco di insegnanti, personale della scuola e studenti, hanno sfilato i segretari generali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil che hanno promosso il blocco insieme a Snals, Gilda e Cobas. Presenti anche molti esponenti politici, come Stefano Fassina e Pippo Civati del Pd, Nichi Vendola di Sel, Alessandro Di Battista del MoVimento 5 Stelle che hanno manifestato nella Capitale e, proprio qui, il corteo è partito da piazza della Repubblica alla volta di piazza del Popolo, preceduto da alcuni flash mob degli studenti che, in quasi trentamila, hanno scioperato esibendo striscioni e dando voce a diversi slogan come “A me piace insegnare, caro Renzi me lo deve lasciar fare” “Ruolo subito”, oppure “La buona scuola siamo noi”.
Esibiti anche molti cartelloni sui quali era scritto a caratteri cubitali un pensiero di Italo Calvino estrapolato da L’apologo sull’onestà che riportiamo testuale: “Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere”. In corteo a Roma anche il segretario della Uil Carmelo Barbagallo e Susanna Camusso, segretario della Cgil. Gli insegnanti aderenti ai Cobas hanno bloccato a Roma un tratto di viale Trastevere, dove ha sede il ministero dell’istruzione, con striscioni, musica e cori. Il premier, come prima risposta, ha fatto notare che è difficile comprendere uno sciopero contro un piano da 100mila assunzioni in un colpo solo, a settembre, e che è disposto al dialogo con i dissidenti del ddl «Buona Scuola».
Ma la riforma Renzi-Giannini non si riduce soltanto al piano di assunzioni: per i sindacati è “inaccettabile” e “incostituzionale” in molte parti: “nega il diritto allo studio e allarga le disuguaglianze sociali e territoriali”. Inoltre “finanzia ulteriormente le scuole private” e trasforma i dirigenti in padroni, conferendo loro il potere di assumere e licenziare, entrare nei meriti della didattica, stabilire i premi e le punizioni per docenti ed Ata. E poi, agli insegnanti non vanno proprio giù le prove Invalsi considerate “un escamotage per far guadagnare le case editrici” e soprattutto hanno messo sotto attacco i media colpevoli di «non aver dato lo spazio giusto allo sciopero del 5 maggio: sembra di vivere sotto un regime totalitario e Renzi è il dittatore travestito da bravo ragazzo. Inganna tutti sorridendo e promettendo una marea di baggianate”.
Secondo gli organizzatori, i manifestanti che hanno sfilato per le vie del centro della Città Eterna sono stati più di 100mila. Piazza del Popolo si è animata di girotondi e danze in attesa dei comizi che hanno concluso la manifestazione contro la riforma sulla scuola.








