E’ accaduto durante il consiglio comunale di giovedi scorso. Il sindaco Clemente Sorrentino sorretto dalla presenza di due suoi ex “nemici”.
L’ordine del giorno del consiglio comunale di giovedi 9 luglio recava una scritta solo apparentemente innocua: ” ripiano del maggior disavanzo da riaccertamento dei residui attivi e passivi “. In realtà si tratta di un provvedimento nodale per il comune e che se non approvato nella stessa seduta in cui viene messo ai voti porta dritto alla rimozione degli organi elettivi: sindaco e consiglieri comunali. A Castello di Cisterna però è accaduto che durante la convocazione di tre giorni fa per l’approvazione del ripiano il sindaco di centrodestra Clemente Sorrentino non poteva disporre del numero legale. Troppo pochi i sei consiglieri di maggioranza che si sono presentati, il chiaro segnale che la coalizione dell’ingegnere edile traballa.
A quel punto però Sorrentino ha cacciato il classico coniglio dal cilindro. In suo soccorso sono sopraggiunti i consiglieri comunali di opposizione Mimmo Alaia e Nicola Caccia, entrambi fino a poco tempo fa strenui avversari di Sorrentino. Dunque: numero legale garantito e provvedimento approvato. La giunta di centrodestra è salva.
In caso di mancata deliberazione del riaccertamento straordinario dei residui al 1° gennaio 2015, contestualmente all’ approvazione del rendiconto 2014, agli enti locali si applica la procedura prevista dal comma 2, primo periodo, dell’art. 141 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 26, cioè lo scioglimento del consiglio comunale. Quando sono stati eletti Nicola Caccia era il candidato a sindaco della lista civica “ CISTERNA FUTURA” mentre Esposito Alaia Domenico era il candidato a Sindaco della lista civica “ NUOVA CITTA’ ”.



