Amianto accanto alla giostrine dei bambini, amianto ammassato sotto le case e sotto una scuola elementare. Detriti non ancora specificati nel terreno delle aiuole ancora polverose. E poi lavori mai ultimati ma che sono stati dichiarati tali dal Comune, che ieri ha certificato l’avvenuto collaudo e la consegna di quello che doveva essere il primo parco pubblico di Casalnuovo, la città dei palazzinari e degli scandali edilizi. Un parco che è diventato un “parchetto”, appena diecimila metri quadrati di aiuole fantasma, spazi polverosi, camminamenti incompleti. Negli altri diecimila invece c’è una discarica di amianto che non è stato rimosso. Un vero mistero, un pastrocchio. Inquietante quanto pericoloso per la salute di tutti. Secondo quanto aveva certificato, il 10 ottobre 2018, il capo dell’ufficio tecnico del Comune, l’architetto Pietro D’Angelo, i lavori di bonifica dei circa 20mila metri quadrati del parco Moneta < sono stati eseguiti e ultimati >. Lo aveva assicurato, a gennaio, anche l’architetto Sergio Wirz, il direttore i lavori per il parco. < La bonifica è stata fatta – aveva garantito Wirz – tutto l’amianto che c’era nel sottosuolo del cantiere è stato trasportato in un sito specializzato che si trova in Sardegna >. Le dieci vasche di eternit contenenti, tra l’altro, liquidi chimici (liquidi che non si sa quale fine abbiano fatto) e una tubazione, anche questa di eternit, lunga 270 metri, avrebbero dunque preso da mesi la strada che porta nella grande isola delle vacanze da sogno. Ieri però c’è stato un colpo di scena. Lo stesso Wirz ha candidamente ammesso che le vasche di eternit sono ancora lì, nel terreno. Due sarebbero emerse. Si trovano sotto altrettanti teloni quadrati assicurati con le pietre al suolo. Le altre sono ancora sotto lo strato del parco. Poi ci sono tre cassoni pieni del pericoloso minerale. Sono stati piazzati sotto le abitazioni e una scuola elementare, nel perimetro del parco non parco, del parco pubblico a metà. Davvero una storia incredibile. Il Comune pur di non perdere i finanziamenti europei, la cui scadenza era stata fissata al 31 marzo scorso, ha diviso l’area in due lotti. Quella zeppa di amianto è rimasta priva di tutto. E’ a tutti gli effetti una discarica, un posto in cui le attività della vecchia fabbrica dismessa, la Moneta appunto, scaricavano tutto e di più nel suolo. Un’area potenzialmente molto pericolosa. Quella parte destinata a ospitare quel che resta di un progetto monco è stata, secondo quanto ha dichiarato lo stesso direttore dei lavori, ieri, consegnata e collaudata entro il 31 marzo. Ma all’interno ieri pomeriggio si lavorava ancora. Insomma, un pasticciaccio pieno di incognite. Sul posto ieri sono giunti gli ambientalisti. < Se il sindaco non farà nulla per togliere quel pericolo lo denunceremo >, avverte Alessandro Cannavacciuolo, ecologista del territorio. < I cassoni saranno rimossi. Ha annunciato battaglia anche il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Christian Cerbone: < Farò un sopralluogo e poi mi rivolgerò alle autorità competenti >. < Le vasche potremo demolirle con un bobcat. Basteranno pochi giorni: non c’è pericolo. L’amianto che c’è non è pericoloso >, dice intanto Wirz. Ieri è stata contattata l’Asl Napoli 2 Nord: < E’ una situazione molto complessa – fa sapere l’azienda sanitaria locale – dovremo effettuare un’altra ispezione >.
Nel frattempo ecco l’intervista a Wirz. Parole che risalgono a ieri appena:
< Siamo riusciti a rispettare termini e consegna dell’opera. Manca l’attecchimento delle piante, complice anche il periodo di siccità. Resta solo il problema della palazzina che doveva ospitare il comando di polizia municipale, non realizzata, Senza quella il parco rischia di essere vandalizzato >.
Eppure, a ben guardare, più che un parco quell’area sembra un macello…
< E lo so, ma questo in pochi giorni finirà. Tecnicamente funziona l’impianto elettrico, funziona l’impianto idraulico. La funzionalità è perfetta. C’è bisogno solo di sistemare solo alcune cose che per motivi dovuti all’asl…Abbiamo avuto dei grossi problemi con l’asl. Bisogna isolare l’area in cui ci sono le vasche…>
Ma le vasche di amianto lasciate dalla fabbrica Moneta sono rimaste tutte là…
< Lo so perfettamente ma i tempi nostri non sono quelli dell’asl, per cui aspettiamo il via libera. L’asl ha preteso il carotaggio di tutte le vasche e per fortuna non è emerso nulla di preoccupante. Quando l’asl ci darà il nulla osta andrà tutto a posto. Siccome non era possibile avere una deroga sulla scadenza dei fondi europei bisogna ultimare cose che però richiedono pochissimi giorni. L’amianto che si vede si trova dentro i cassoni sigillati. Il problema è che in quella fabbrica tutto si scaricava nell’amianto posto poco al di sotto della superficie del terreno. Io comunque ho fatto presente al Comune che sarebbe necessario rivalersi nei confronti degli ex proprietari che hanno venduto all’ente la Moneta. Però tutti i rinvenimenti principali di amianto erano imprevedibili. Per esempio le vasche di amianto che ora si possono vedere si trovavano sotto un massetto di cemento di un metro. Tempo questa settimana sarà tutto risolto. >
Ma quindi anche se l’opera è stata consegnata non è fruibile…
< E’ fruibile. Ci sono delle piccole cose da mettere a punto. >
Ma quando avete rimosso l’amianto, che poi avete messo nei cassoni, siete sicuri che le fibre di asbesto non siano state liberate nell’aria ?
< No, perché le analisi ci dicono che quelle fibre non erano tagliate e quindi non sono pericolose. Sono frammenti presi e messi nel cassone ma non volatilizzavano nulla. Non sono stati soggetti a tagli meccanici o macerazioni. Il comune ha presentato all’asl tutte le certificazioni. >
Ma questa corsa contro il tempo vi ha portato a fare una consegna dell’opera solo formale…
< No, una consegna funzionale. Perché funziona tutto. Comunque si, era necessario non perdere quei fondi >
Ma le vasche di amianto le lasciate là o le togliete ?
< Le vasche verranno tutte demolite. >
Ma mentre le demolite potete mai far andare le mamme con i loro bambini nel parco pubblico ?
< Ci vorrà poco tempo per toglierle. Basterà un bobcat >











