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lunedì, Ottobre 25, 2021

Capo Miseno, allontanate dalla spiaggia perché lesbiche: l’indignazione corre sul web

Due ragazze denigrate e cacciate dalla spiaggia di Capo Miseno perché lesbiche. Le due malcapitate denunciano l’accaduto postando un video sui loro profili Facebook.

 

 

Venerdì 16 luglio, due ragazze  decidono di trascorrere una giornata al mare. La loro destinazione è Capo Miseno, punta estrema della penisola flegrea nel Comune di Bacoli. Arrivate in spiaggia sistemano i loro teli accanto ad altre persone, che come loro hanno organizzato una perfetta giornata al mare. Purtroppo per loro non è stata poi così perfetta…

La loro fragile felicità si interrompe quando si avvicina un uomo anziano, che le invita a lasciare la spiaggia perché la loro più grande colpa è essere lesbiche. Secondo l’uomo la loro presenza avrebbe potuto “turbare” la nipotina presente con lui in spiaggia. L’umiliazione non finisce qui. Di fronte al rifiuto di andarsene delle due ragazze, l’uomo ritorna, stavolta spalleggiato da una donna e cominciano ad attaccare verbalmente le due ragazze

La vicenda non passa inosservata. Un ragazzo – spinto dalla solidarietà e dall’irrefrenabile desiderio di far capire che tutto ciò è una cosa normalissima – prende le difese delle due ragazze.

L’episodio, quale puro atto di discriminazione fondato sull’orientamento sessuale, è stato denunciato dalle due ragazze che, infatti, hanno postato, sui loro profili di Facebook il filmato in cui sono ripresi alcuni momenti dell’aggressione subita in spiaggia. «Bacoli è una città aperta all’amore, in ogni sua forma […]. L’unica discriminazione che attuiamo, invece, è e resterà soltanto nei confronti di chi attua simili indecenze». Scrive il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione.

Questo accade in concomitanza con la settimana cruciale per DDL ZAN. Il disegno di legge contro l’omotransfobia, dopo l’approvazione alla Camera a novembre 2020, arriva al Senato. Il 20 luglio è il termine ultimo per presentare gli emendamenti, ma c’è il pericolo che l’iter slitti a settembre. Per non parlare del dibattito che somiglia a una parodia con un bruttissimo copione, avvenuto qualche giorno fa al Senato, in cui i parlamentari hanno espresso delle “validissime motivazioni” per contrastare il DDL ZAN (il dibattito è diventato virale sui canali social).

Cosa sarebbe accaduto a quelle persone che hanno denigrato e umiliato le due ragazze se non ci fosse stato lo stallo politico del DDL ZAN? I pregiudizi ci divorano e la società continua a dettare gli stereotipi. Sì, perché quando si percepisce qualcuno in modo stereotipato si tende ad attribuirgli le caratteristiche che si ritengono “condivise” tra tutti i membri del gruppo, al fine di semplificare la realtà sociale. Il risultato??

Categorizzazione e discriminazione dell’altro. Liberiamoci da questa superficialità. Liberiamoci da questi preconcetti.

 

 

 

(Fonte foto: rete internet)

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