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giovedì, Ottobre 28, 2021

Cadavere in un crepaccio del Parco Vesuvio: è un 42enne di Terzigno

Identificato l’uomo ritrovato senza vita nell’area protetta del Vesuvio. Si tratta di Vittorio Iaccarino, cercato da dieci giorni dai suoi familiari. E’ giallo sulle cause della morte

Era scomparso il 29 gennaio dalla sua casa di Terzigno, ieri il suo corpo senza vita è stato trovato in un dirupo, nell’area protetta del Parco Nazionale del Vesuvio. Si tratta di Vittorio Iaccarino, 42 anni, per il quale era anche stato lanciato un appello a tornare dai suoi cari nel corso dell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?”. L’uomo viveva col fratello, non aveva un lavoro né una relazione, e pare che da tempo soffrisse di disturbi psichici. A fare la terribile scoperta, intorno alle 14.45 di ieri, è stato un gruppo di escursionisti che perlustrava i sentieri del vulcano insieme alla guida turistica: un’attività svolta periodicamente, che ieri è sfociata in una macabra scoperta. La guida ha immediatamente allertato le forze dell’ordine e ad arrivare sul posto per i rilievi sono stati gli agenti della Forestale e i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, agli ordini del maggiore Michele De Riggi, ai quali sono affidate le indagini. Il cadavere si trovava era nei pressi del piazzale antistante all’ex rifugio “La Marca”, nel cuore della riserva naturale. Era riverso a terra a testa in giù, a proteggere il corpo da freddo solo un maglione e i pantaloni, nessuna traccia, invece, del giubbotto nero che indossava secondo la ricostruzione dei familiari al momento della scomparsa. Appena calatisi nel crepaccio, i militari hanno sciolto ogni dubbio: si trattava proprio dell’uomo scomparso da Terzigno dieci giorni fa, per il quale, del resto, non sarebbe stato assolutamente difficile raggiungere a piedi il territorio di Ottaviano, attraverso gli impervi sentieri della pineta del Vesuvio. Resta il mistero sulle cause della morte. Gli investigatori propendono soprattutto per due ipotesi: o Vittorio Iaccarino avrebbe avuto un incidente nella scarpata dove aveva cercato rifugio (vicino al crepaccio c’è una sorta di grotta) oppure sarebbe stato stroncato da un malore a causa del freddo di questi giorni. Risposte certe ai quesiti degli inquirenti arriveranno a breve dai risultati dell’esame autoptico disposto dal magistrato di turno. Intanto, però, il corpo senza vita di Vittorio Iaccarino è ancora nel crepaccio del Parco Vesuvio: ieri sera l’arrivo dei vigili del fuoco ha coinciso con una tempesta di neve, pioggia e vento che ha impedito loro la rimozione del cadavere.

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