Nell’ipermercato di Pompei solo 4 sui primi 16 addetti hanno fatto le valigie. Nel Napoletano sono per il momento 108 gli esuberi da trasferire.
Mettersi in malattia per non lasciare la propria terra, per evitare il peggio, il trasferimento al Nord, per scongiurare l’emigrazione forzata voluta dall’azienda. Succede nell’ipermercato Auchan di Pompei. Ma c’è già chi è pronto a scommettere che una strana epidemia improvvisa stia per colpirà anche l’iper di Mugnano della multinazionale francese, dove pure tira aria di trasferimenti forzati a centinaia di chilometri di distanza. Intanto a Pompei, dei primi 16 addetti del punto vendita che l’azienda vuole trasferire al nord, pena il licenziamento, soltanto 4 hanno accettato di andare a lavorare nelle strutture delle varie regioni italiane, Lazio, Lombardia, Piemonte. Gli altri si sono messi tutti in malattia: una vera “strage” da raffreddore e acciacchi vari. Ora però ci si chiede cosa possa accadere quando la multinazionale spedirà gli stessi avvisi di trasferimento agli altri 18 addetti da allontanare tra Roma e la Val Padana (il numero degli esuberi di Pompei è di 34). Situazione sempre più tesa dunque. Corre voce che l’azienda si stia apprestando a prendere lo stesso provvedimento anche nell’ipermercato di Mugnano. Il nocciolo del problema sta nel fatto che dei 1345 lavoratori italiani del comparto Auchan spediti a luglio in mobilità incentivata la quota di addetti del sud Italia che se ne sono andati via è stata inferiore alle aspettative. Mancano all’appello delle estromissioni ancora 200 lavoratori del comparto meridionale, 108 i campani dei quattro ipermercati di Pompei, Mugnano, Napoli via Argine e Nola che dovrebbero essere fuoriusciti ma che sono ancora al lavoro. Negli impianti di Pompei, di Mugnano e di Napoli via Argine si con concentra la maggior parte degli esuberi. Auchan nelle lettere di trasferimento scrive di “disutilità” della prestazione lavoratori dei dipendenti da trasferire. Ecco il contenuto di una lettera di trasferimento consegnata a uno degli addetti di Pompei, destinato all’ipermercato di Concesio, in provincia di Brescia: “In considerazione della disutilità della sua prestazione nell’ipermercato di Pompei e della necessità organizzativa nell’ipermercato di Concesio, in provincia di Brescia, disponiamo per motivi organizzativi, nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo 2103 del codice civile, il suo trasferimento a Concesio, dove è necessario ricoprire una posizione vacante dove le condizioni di mercato, l’organizzazione del lavoro e il rapporto tra personale disponibile e fabbisogno ci consentono di conservare il suo posto di lavoro e di utilizzarla efficacemente”. L’azienda motiva i trasferimenti spiegando che “bisogna ridurre l’organico per attuare un’organizzazione del lavoro produttiva ed efficiente che consenta di poter proseguire l’attività commerciale del punto vendita che, anche in considerazione del nuovo modello organizzativo Auchan denominato “Dis”, può invertire i risultati negativi dell’ipermercato solo con una struttura del personale ridimensionata, definita e suddivisa in modo preciso per settore, secondo il nostro modello organizzativo”.







