Si sa che tra il sanguigno sindaco di Forza Italia, Raffaele Russo, e gli operai licenziati della FCA di Pomigliano non corre buon sangue, per usare un eufemismo. Ma che Russo potesse negare loro il diritto a riunirsi in assemblea in un edificio del Comune, beh, questo i licenziati proprio non se lo aspettavano. Il Comune infatti giovedi pomeriggio, con una mail di risposta inviata a una sedicente associazione ambientalista utilizzata per la richiesta come una sorta specchietto per le allodole dai Cobas, ha negato la disponibilità a utilizzare il salone del palazzo dell’Orologio di Pomigliano. Qui per domattina, sabato, alle 10, i licenziati avevano organizzato e pubblicizzato ampiamente, dieci giorni or sono, un’assemblea operaia che aveva l’obiettivo di stilare una piattaforma correttiva del reddito di cittadinanza, giudicato < troppo limitato e contraddittorio se resta così com’è >. L’assemblea all’Orologio era stata il frutto di un patto scaturito da un incontro tenuto il 3 maggio scorso nell’impianto Avio di Pomigliano tra il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, e i 5 lavoratori estromessi dalla FCA nel 2015 per aver inscenato il “suicidio” di Sergio Marchionne, con tanto di patibolo e fantoccio appeso raffigurante l’ex amministratore delegato del gruppo, scomparso l’anno scorso. Ma la sede in cui tenere l’assemblea non c’è più. < E’ una vendetta di Salvini e dei leghisti e il sindaco Russo l’ha eseguita >, accusa Mimmo Mignano, uno dei licenziati FCA. < Sabato – aggiunge Mignano – era prevista anche un’assemblea regionale della Lega, nel consiglio comunale, proprio in concomitanza con la nostra, che però avevamo organizzato e preannunciato molto prima, ma pare che sia saltata all’ultimo momento dopo le continue proteste di questi giorni contro Salvini a Pomigliano e a Napoli >. All’assemblea operaia nel palazzo dell’Orologio avevano aderito personalità del calibro di Moni Ovadia. Comunque i licenziati hanno annunciato che oggi si farà lo stesso. Dove ? Nel palazzo dell’Orologio, ovviamente. Però troveranno il portone sbarrato. Dal canto suo l’assessore comunale al patrimonio, Pasquale Sanseverino, replica circa il diniego spiegando che i Cobas < hanno riempito la città di manifesti in spazi non consentiti, affiggendo in maniera selvaggia e senza alcun rispetto per il decoro urbano >. Dal Comune si aggiunge che il sindaco Russo < ha di fatto revocato per lo stesso motivo addotto dall’assessore l’autorizzazione, ma non per le improbabili motivazioni “politiche” ventilate >. < La richiesta per l’uso del Palazzo Orologio – conclude Russo – ci era peraltro pervenuta da un’associazione ambientalista che però neanche compare nei manifesti di annuncio dell’assemblea > .



