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martedì, Ottobre 19, 2021

Arrapante o racchia, poco importa: masturbarsi (troppo) non fa mai bene. Piedi per terra (e mani a posto)

Nel film “I due colonnelli” (1963, regia di Steno, il papà dei fratelli Vanzina) una giovane e bella fanciulla fa credere a Walter Pidgeon e Totò (i due colonnelli, appunto) di essere l’amante di entrambi. Nella realtà, però, era sempre stata la madre ad entrare nel letto dei due militari: quando i due lo scoprono vanno ad ubriacarsi, delusi e quasi inorriditi. Ai tifosi del Napoli è andata un poco così: fino a mercoledì hanno creduto di avere a che fare con una bella ragazza, domenica con la vittoria dell’Atalanta sugli azzurri per 1 a 0 hanno dovuto prendere atto che forse la loro squadra non era poi così uno schianto. La differenza sta negli affetti: arrapante o racchia, l’amore resta intatto, anche perché i fans azzurri ne hanno visto davvero tante e i loro sentimenti sono a prova di bomba. Il punto è un altro: dopo la partita arrapante, come al solito, i tifosi hanno cominciato a masturbarsi furiosamente, hanno cominciato a pubblicare sui social video semi-porno (azioni perfette e passaggi a ritmo di musica), hanno fatto volare alto la fantasia.

È un vizietto, quello della masturbazione compulsiva, che i tifosi del Napoli hanno più degli altri: ed è per questo che, quando sono costretti a prendere atto che il sex symbol immaginato a volte è soltanto una signora carina, poi ci restano male, anzi malissimo. La verità è che masturbarsi troppo non è una cosa bella: non rende ciechi ma rende illusi. E l’illusione è parente della presunzione, che è parente dell’arroganza. Certi pensieri sconci mettiamoli da parte: il Napoli resta forte e, in certe partite, bellissimo da vedere. Uno spettacolo puro, un’armonia di gioco che pochi team annoverano in Europa. Ma il traguardo è lontano, quasi fuori portata: tra la squadra arrapante e la racchia c’è sicuramente una via di mezzo, che Sarri saprà esaltare al meglio nel corso dell’anno.

Noi, intanto, restiamo coi piedi per terra. E teniamo le mani a posto.

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