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Acerra, l’esito dell’autopsia su Giulia sbranata a 9 mesi dal cane: svolta nell’inchiesta

Un nuovo tassello si aggiunge alla complessa indagine sulla morte della piccola Giulia Loffredo, la neonata di nove mesi uccisa da un morso del cane di famiglia ad Acerra. La relazione autoptica appena consegnata in Procura offre una ricostruzione più chiara, smentendo alcune delle prime informazioni circolate subito dopo la tragedia.

I periti incaricati spiegano infatti che non vi è alcuna frattura della regione cervicale, come inizialmente ipotizzato. L’unico trauma rilevato è una presa particolarmente forte inflitta dal pit bull Tyson, una ferita che da sola sarebbe stata sufficiente a causare il decesso della bambina. Secondo gli esperti, il cane non avrebbe azzannato la piccola con modalità tipiche di un attacco predatorio, ma la violenza del morso ha provocato una lesione irreversibile.

Questi riscontri portano a escludere che un intervento sanitario più tempestivo avrebbe potuto cambiare l’esito della vicenda. Intanto l’indagine penale prosegue: risulta iscritto nel registro degli indagati il padre, Vincenzo Loffredo, unico adulto presente in casa insieme a Giulia e ai due cani, Tyson e la cagnolina Laika.

Rimangono però da chiarire molti aspetti della dinamica. Il padre sostiene di aver trascorso la serata giocando con la figlia fino alle 22, quando la piccola si sarebbe addormentata accanto a lui. Dopo di ciò, un “vuoto” fino alla terribile scoperta del corpo della bambina sul pavimento.

Gli investigatori dovranno ora ricostruire con precisione ogni fase della notte, servendosi di analisi integrate: valutazioni di medicina legale, Dna animale e umano, confronto tra le impronte dei denti e le ferite, esami veterinari, competenze etologiche e tutte le testimonianze raccolte finora. Solo l’incrocio di questi dati potrà chiarire se il cane abbia agito per aggressività o se la presa possa essere stata una reazione istintiva a un presunto disagio della piccola.

Dopo la tragedia, entrambi i cani furono portati in un canile. La cagnolina Laika è morta nei mesi successivi, mentre Tyson è attualmente ospitato al rifugio Lanna di Caivano, sotto monitoraggio dell’Asl Napoli 2, in attesa di una nuova valutazione comportamentale.

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