Acerra, la disperazione di Giovanni: bombe carta e tegole lanciate dal tetto del Castello

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Barricato sull’antico maniero: l’addetto dell’ente regionale in liquidazione, senza stipendio da 40 mesi, sta mettendo in campo una protesta stoica.   

Ieri mattina si è arrampicato sul Castello di Acerra e dopo aver fatto esplodere un paio di petardi si è messo a lanciare le tegole del tetto, da venti metri di altezza. Tegole che si sono frantumate al suolo, a poca distanza dai poliziotti che osservavano la scena dal basso. Agenti che stavano bloccando i rifornimenti di cibo e acqua a coloro che manifestavano per il diritto al lavoro. E’ giunta a questo punto l’esasperazione di Giovanni D’Errico, 49 anni, una figlia, addetto del Consorzio Unico Di Bacino di Napoli e Caserta ma senza salario da 40 mesi. D’Errico si è barricato per tutta la mattinata sul tetto dell’antico edificio insieme a un altro senzatutto, Andrea Panico, che poi però dopo un paio d’ore ha deciso di scendere e di andare via, lasciando solo il suo compagno di sventura. La protesta è scattata mentre il vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola, teneva a Napoli una riunione con i sindacalisti del Consorzio di smaltimento dei rifiuti di Napoli e Caserta, i cui addetti, circa 2mila, sono senza salario e senza incarichi da quasi tre anni e mezzo. Bonavitacola sta tentando di trovare una serie di soluzioni per alleviare la disperata condizione in cui versano gli addetti CUB. Venerdi scorso uno di loro, un operaio di Mugnano, di 67 anni, si è suicidato. La sua famiglia però si è affrettata a comunicare che  non si è tolto la vita per motivi legati al lavoro. A ogni modo la tensione è alle stelle tra gli addetti del Consorzio. La scorsa settimana hanno proclamato lo stato di agitazione i 166 operai che sorvegliano i siti di stoccaggio provvisorio dei rifiuti ubicati a Marigliano, Giugliano e Villaricca. Alcuni di loro, allo scopo di rendere più visibile la protesta, sono anche saliti sulle “colline” di ecoballe ammassate nelle campagne della Terra dei Fuochi. Nel frattempo l’epicentro della protesta in questo momento è Acerra, la città dell’inceneritore e delle migliaia di disoccupati ormai rimasti senza nemmeno più un barlume di speranza. Giovanni D’Errico ha trascorso tutta la notte barricato sul tetto del Castello Baronale. Ma intorno alle 23 di ieri i vigili del fuoco hanno tentato di installare un materasso gonfiabile sotto il tetto su cui si è barricato l’operaio finito senza salario da anni. A quel punto D’Errico ha pensato che la polizia stesse per preparare un blitz finalizzato allo sgombero del tetto del Castello per cui è tornato a lanciare tegole al suolo. Risultato: il materasso gonfiabile non è stato montato. Nel frattempo Giovanni ha portato con sé un piccolo arsenale: petardi e bombe carta. Minaccia di “bombardare” l’antico maniero e di farsi esplodere. Intanto i lavori di restauro del Castello e di rifacimento dell’area antistante sono bloccati. Un gruppo di addetti del Consorzio insieme ad alcuni disoccupati della zona, in presidio da ore, rivendicano l’assunzione nei nuovi cantieri fatti aprire dal comune.                                

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