Ancora un esposto di Cannavacciuolo e Montesarchio: marciapiedi nuovi ma troppo stretti e zeppi di ostacoli. Impraticabili. Il reportage fotografico.
E’ davvero sconfortante vedere che una serie di opere di “riqualificazione” realizzate con il danaro pubblico alla fine risultino più un danno che altro. Uno scoramento che scaturisce a prima vista: marciapiedi nuovi ma troppo stretti e z, di zeppi di ostacoli. Budelli pieni di ostacoli: pali della pubblica illuminazione, della segnaletica stradale, alberelli e recinti per le radici. Tutto piazzato nel bel mezzo del percorso pedonale, già stretto di per sé. Tutto, secondo quando denunciato dagli attivisti sociali Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio, costruito con i soldi dell’Unione Europea e della compensazioni ambientali della Regione ma in violazione palese della legge. Le foto dimostrano in modo impietoso l’impossibilità, soprattutto per i disabili, gli anziani, i più svantaggiati, le mamme che portano passeggini, di praticare quei marciapiedi, peraltro costati un bel po’ di quattrini. Via Arafat, via Leone, via Bigliardo, via Alfonso D’Aragona, via Caruso, via Spiniello sono le strade inserite nella denuncia firmata dai due militanti. Tutte o quasi ubicate nell’area di nuovo sviluppo edilizio del rione Spiniello: migliaia di alloggi costruiti in un modo visibilmente caotico e che desta non pochi sospetti. Nell’esposto consegnato alla polizia municipale si chiede alle autorità competenti di controllare la conformità delle opere agli appalti e a tutte le normative vigenti e si chiede anche di capire chi non abbia fatto il proprio dovere nella realizzazione degli stessi appalti.












