Stoccavano più rifiuti di quelli per i quali erano autorizzati. Ieri pomeriggio i carabinieri del NOE di Napoli, il Nucleo Operativo Ecologico, durante un controllo a tappeto per il contrasto dei roghi tossici coordinato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, hanno sequestrato un capannone della Ecologia Italiana, un grande impianto per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti speciali ubicato nell’area industriale di Acerra. Qui, in base all’ispezione effettuata dal NOE, la Ecologia Italiana avrebbe depositato illecitamente una grande quantità di rifiuti all’interno di un capannone di 260 metri quadrati e alto circa 10 metri. Secondo il provvedimento di sequestro la Ecologia Italiana avrebbe violato le prescrizioni imposte dall’autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Campania, l’ “AIA”. I militari hanno rilevato che l’azienda dislocata ad Acerra avrebbe stoccato rifiuti speciali in eccesso per un totale di circa 110 tonnellate. Da qui la decisione di sequestrare il capannone e di denunciare il proprietario per la violazione contestata. La Ecologia Italiana si trova ubicata in una zona ad alto rischio ambientale. Accanto a questa azienda si trova infatti l’ATR, la società di smaltimento dei rifiuti sequestrata ai fratelli Pellini, gli imprenditori acerrani dello smaltimento condannati a 7 anni di reclusione per disastro ambientale aggravato nella Terra dei Fuochi. E sempre accanto alla Ecologia Italiana si trova anche la Italambiente, un’altra azienda di stoccaggio e trattamento degli scarti alla quale tre anni fa la Guardia di Finanza ha sequestrato un grande terreno attiguo all’impianto. In questo appezzamento l’indagine dei finanzieri ha svelato che sono state sversate illecitamente tonnellate di amianto. L’area è stata nel frattempo coperta alla meglio con un telone di plastica, che però le intemperie hanno sfondato in più punti. Ma il Comune circa questa situazione di pericolo pubblico evidente non ha fatto nulla. << Abbiamo più volte denunciato – racconta Alessandro Cannavacciuolo, leader ambientalista della zona – la presenza di rifiuti speciali e pericolosi nei terreni sottostanti queste aziende, come del resto ha confermato una recente sentenza della magistratura. Queste imprese devono comprendere che o lavorano correttamente o dovranno andare via da Acerra. Non consentiremo l’insediamento in questo territorio di altre imprese inquinanti >>.








