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Una manifestazione importante che chiama a raccolta le più prestigiose scuole di danza provenienti da tutto il mondo. Lo Youth America Grand Prix (YAGP) è la più grande rete di danza del mondo, che si prefigge come unica missione quella di esaltare, promuovere ed educare attraverso audizioni, corsi di perfezionamento, borse di studio, molti giovani allievi di età compresa tra i 9 e i 19 anni, permettendo loro di misurarsi in competizioni dal respiro internazionale. Una rete globale che collega passione e lavoro, studenti e maestri fino alla tappa finale, che si tiene annualmente a New York, luogo in cui soltanto gli allievi dal maggior potenziale possono giungere. È in questa competizione fondamentale, le cui semifinali si sono svolte a Cattolica dal 28 novembre al 2 dicembre, che l’ “Accademia Danza e Spettacolo” di Pomigliano d’Arco, diretta da Barbara Scaramuzzi, ha conquistato nuovi grandiosi traguardi. Risultati di enorme soddisfazione per maestra ed allievi, con più di un vincitore alla ribalta. Spicca come primo classificato nella categoria solista contemporaneo e TOP 6 solista classico, Giuseppe Scaramuzzi distintosi recentemente con la vittoria al talent Rai “Prodigi”. In coppia con lui, Liliana Viglione per la conquista di un ulteriore primo posto con un passo a due di contemporaneo sulle note de “L’ultimo bacio”. La giovane Liliana ha vinto inoltre il secondo posto categoria contemporaneo solisti, assestando in sintesi come risultato finale per la scuola, quattro finalisti di classico, oltre due Top 12 di contemporaneo.

«Una tappa andata più che bene -ha commentato soddisfatta Barbara Scaramuzzi– dal punteggio altissimo ottenuto con il passo a due ci aspettavamo la vittoria della coppia, ma per la vittoria dell’assolo di Giuseppe la sorpresa è stata fortissima». New York così sarà la prossima tappa per il giovane danzatore, invitato per una attesissima finale sia come solista, sia con il passo a due insieme alla compagna Liliana. «Li accompagnerò e sarà la prima volta per noi a New York» ha aggiunto la Scaramuzzi, descrivendo questa nuova emozione come un’occasione di gratificazione per gli sforzi passati.