XENOFOBI NOI? SONO LORO AD ESSERE STRANIERI!

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    Le varie iniziative messe in atto dal Governo trovano una società senza voce, pronta ad accettare supinamente tutto, perchè interessata solo al suo privato.
    Di Raffaele Scarpone

    Caro Direttore,
    i Radicali hanno dato inizio alla loro campagna elettorale, mettendo al petto una stella gialla, come quella portata dagli Ebrei all”epoca delle leggi razziali del 1938. Questa provocazione, però, sembra passare sotto un più che incomprensibile silenzio; chi, infatti, si indigna più per ciò che sta succedendo nel nostro paese? Ci tolgono la libertà un po” per volta? Fa niente, ci richiudiamo sempre più nel nostro privato. Ci prendono in giro con decreti e leggine “ad personam”? Eh, che ci vogliamo fare, la politica è stata sempre così! Sono sempre i soliti, pochi, personaggi, che decidono il futuro della nazione? Meno male, almeno si “sacrificano” per noi!

    Insomma, c”è una rinuncia totale ad assumersi responsabilità, ad alzare una voce in dissonanza, ad affermare il diritto alla diversità, all”opposizione, alla dissuasione, alla normalità. Dimmelo una buona volta, direttore, se sono una mente malata, se penso cose impensabili, se dico cose indicibili, per la morale, per la cultura, per la vita di ogni giorno. Ed, intanto che ti prepari una risposta (logica, chiara e non di mediazione), ecco il nuovo messaggio del padrone d”Italia (in senso di ricco proprietario della politica, dei mass media, della maggioranza dei cuori e delle menti):

    “La sinistra con i suoi precedenti governi aveva aperto le porte ai clandestini provenienti da tutti i paesi. Quindi, l”idea della sinistra era ed è quella di un”Italia multietnica. La nostra idea non è così”. L”idea dei nuovi padroni d”Italia è quella di un paese razzista, di un paese che respinge alle frontiere gli immigrati clandestini, di una nazione che chiede –o almeno cerca di far passare un messaggio subliminale- alle strutture sanitarie, a quelle scolastiche di non accogliere (con l”evidente finalità di non far prestare cure agli ammalati, assistenza ai parti, di negare il diritto all”apprendimento e così via) soggetti non a posto con i permessi di ingresso.

    E se è discutibile e degna di soluzione la piaga dell”immigrazione clandestina, è sicuramente anacronistico che dietro un tale problema si celi il ricorso ad un”ideologia e ad una cultura superata e sconfitta, più volte, dalla storia. La xenofobia è l”arma dei reazionari: può garantire qualche manciata di voti ai suoi fautori, ma può spingere il paese verso il crinale di una nuova shoah!
    Pensa, direttore, nella falcidia dei posti di lavoro perpetrata nelle scuole, quanti posti in meno ci sarebbero ancora se non ci fossero, per esempio, gli studenti stranieri. Una delle ultime stime parla della presenza di oltre 614.000 stranieri nelle nostre scuole, circa il 7% dell”intera popolazione scolastica (92.000 romeni, 85.000 albanesi, 76.000 marocchini e, poi, i cinesi, i peruviani, per finire anche con 20 mongoli).

    In un solo anno gli studenti stranieri sono aumentati di ben 40.000 unità; nel 1982 erano “solo” 6.000; nel 2011 potrebbero essere tranquillamente 1 milione! Che significa integrazione, ricchezza nella diversità, occasione di confronto. Ma è un parlare al vento! Si insinua, infatti, dappertutto, il dubbio, la paura: gli immigrati violentano le donne, pisciano per strada, rubano, tolgono il lavoro agli italiani. Pietosa bugia! Fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare, perchè rischiosi, pesanti e, magari, sottopagati.

    Nel 1999, un sociologo, Massimo Ghirelli, scrisse un racconto fantarealistico (“Straniero, dove sei?”) per il settimanale “Diario”, in cui immaginava l”improvvisa scomparsa dei lavoratori stranieri in Italia: “Nel modenese, le fabbriche di piastrelle di ceramica erano state chiuse per l”improvvisa mancanza degli operai africani; in provincia di Palermo, la scomparsa degli indiani Sik, abilissimi nell”allevamento e nella cura delle vacche, aveva messo in crisi la distribuzione dl latte e la lavorazione del formaggio; analoga situazione a Mondragone, in Campania, dove i ghanesi impiegati nell”allevamento delle bufale avevano disertato le fattorie:Poco lontano, a Villa Literno e in tutto il Casertano, i rossi pomodori Sammarzano marcivano sotto il sole inclemente; anche a Borgo Mezzarone, non lontano da Cerignola, nel Foggiano, i tremila lavoratori avevano lasciato nella peste i 250 abitanti del paesino, con quintali di ottima uva da vino ad appassire sui tralci. Più a nord, nella periferia di Verona:”.

    Caro direttore, in ogni epoca, ci sono sempre stati (e ci saranno sempre) storici, giornalisti, opinionisti che, in un qualche modo, tentano di voler riscrivere la storia. Quelli dei nostri giorni, molto vicini ai partiti di governo, lo fanno con una certa continuità. E se ci sono, per esempio, taluni pronti a scrivere, a proposito delle BR, che “il terrorismo si dichiara rosso e proletario, ma in realtà matura in ambienti universitari e piccolo borghesi e consegue oggettivamente gli stessi risultati del terrorismo nero”, altri non disdegnano di ripetere che Mussolini (come Berlusconi?) “era una brava persona, che “voleva delle leggi razziali blande”.”

    Caro direttore, che dici? Poveri noi! O, forse, “Povera patria”, come le parole della canzone di Franco Battiato, vincitrice del premio Tenco nel 1992 (ma era proprio un anno così lontano?): “Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere/ di gente infame, che non sa cos”è il pudore,/ si credono potenti e gli va bene quello che fanno;/ e tutto gli appartiene./ Tra i governanti quanti perfetti e inutili buffoni!/ Questo paese è devastato dal dolore:”.