È ormai provato che esistono delle sindromi che si manifestano con maggior frequenza nei mesi invernali e tendono a migliorare nelle stagioni più calde.
Vi è mai accaduto di sentirvi più stanchi o giù di corda quando sta per arrivare l’inverno? Quante volte vi è capitato di non sentirvi dell’umore giusto nell’affrontare la giornata a partire dalle cose più semplici e elementari? Beh, non siete i soli! È ormai dimostrato che i cambiamenti climatici e le repentine variazioni di temperatura, divenute oggetto di studi e ricerche scientifiche, siano spesso causa di una serie di fastidi che vanno da disturbi più banali, fino a disturbi più seri, riguardanti problemi vascolari, cardiaci e malattie del sistema nervoso (irritabilità, comportamenti aggressivi, insonnia, episodi depressivi e instabilità di umore). Questa connessione tra condizioni climatiche ed effetti sulla salute non è una questione nuova.
Fin dall’età classica si riteneva che le alterazioni patologiche dell’umore fossero sensibili ai cambiamenti di stagione: Ippocrate, ad esempio, riteneva che in autunno prevalesse la produzione di bile nera, responsabile della melanconia, e in estate di bile gialla, causa della mania. Effettivamente esistono delle sindromi che si manifestano con maggior frequenza nei mesi invernali e tendono a migliorare proprio nelle stagioni più calde (primavera-estate), come nel caso del “disturbo affettivo stagionale” (DAS). Il DAS, conosciuto comunemente anche come ‘winter depression’, è una disturbo depressivo a ricorrenza invernale, che colpirebbe ciclicamente ad ogni inizio autunno. Infatti, si è riscontrato che alcuni fenomeni metereologici, tra cui principalmente l’alternanza delle stagioni (luce-buio o inverno-estate), incidono significativamente sul benessere personale dei soggetti più sensibili ai cambiamenti climatici.
Il Disturbo Affettivo Stagionale (DAS) è caratterizzato per l’appunto da sintomi umorali che si manifestano con l’alternarsi delle stagioni, con lievi episodi depressivi nei mesi autunnali ed invernali mentre in primavera e in estate il tono dell’umore è nella norma o tende verso una leggera euforia. Tipicamente le persone che manifestano questo tipo di disturbo, dormono molto più a lungo e, nonostante questo, non hanno energie sufficienti per affrontare la giornata. E’ comune una sorta di compulsione ad assumere carboidrati, con conseguente aumento del peso. La mancanza di concentrazione e una serie di disturbi somatici rendono difficile lavorare o svolgere le normali attività quotidiane. In definitiva i sintomi più comuni possono essere così sintetizzati: disturbi del sonno, disturbi dell’alimentazione, perdita di concentrazione, irritabilità, apatia, ritiro sociale, aumento di peso (associato alla voglia irrefrenabile di dolci). Durante la primavera e nei mesi estivi, invece, queste persone tornano a sentirsi bene. .
Una stima accurata della frequenza del Disturbo Affettivo Stagionale (DAS) è comunque difficile poichè spesso la sintomatologia non raggiunge, in tutte le persone che soffrano di uno dei sintomi menzionati sopra, livelli di gravità tali da richiedere l’intervento degli specialisti. In caso contrario, l’aiuto di uno esperto si rende necessario.





