Tra coloro che hanno giovato dell’assoluzione con formula piena c’è anche l’ex sindaco di Casalnuovo, Domenico Pirozzi. La vicenda risale al Ferragosto del 2009.
Valanga di liquami nel mare di Sant’Angelo d’Ischia: assolti con formula piena sindaci e responsabili del consorzio E.V.I., l’ente delegato a gestire i servizi fognari dell’isola verde. Il processo ha visto coinvolti, tra gli altri, primi cittadini e assessori dei vari comuni di Ischia, chiamati in causa come componenti del consiglio di amministrazione dell’E.V.I. s.p.a. : l’attuale sindaco di Ischia porto, Giuseppe Ferrandino, e l’ex, Giovanni Buono, l’ex sindaco di Lacco Ameno, ed attuale senatore, Domenico De Siano, un assessore di Casamicciola, Maurizio Pirulli, il sindaco di Forio, Franco Regine, gli ex sindaci di Barano e di Serrara Fontana, Giuseppe Gaudioso e Cesare Mattera, e il presidente liquidatore del consorzio, Domenico Pirozzi, nonchè ex sindaco di Casalnuovo, difeso dall’avvocato Emiliano Iasevoli. La storia parte il 10 agosto del 2010, in piena estate vacanziera, con le spiagge zeppe di bagnanti.
Quel giorno però tutto sembra andare storto ad Ischia. La Terna nel tentativo di posare sul fondale del canale di Procida una serie di allacciamenti in grado di potenziare la fornitura elettrica della zona flegrea taglia invece accidentalmente il cavo che fornisce l’elettricità all’isola verde. Ne scaturisce un lungo black-out che priva tutta l’isola, ormai piena di turisti, siamo nella settimana di Ferragosto, dell’indispensabile approvvigionamento. Ma non c’è fine al peggio. Il black out infatti blocca anche un importante impianto di sollevamento dei liquami fognari, impianto ubicato in località Cava Ruffano, nel comune di Serrara Fontana. E’ un disastro annunciato. In quella fase cruciale non dà alcun segno di vita il gruppo elettrogeno della struttura, che doveva entrare in funzione proprio in caso d’interruzione improvvisa della fornitura di corrente. A quel punto le pompe si sollevamento restano bloccate e la fogna tracima. Ne spuntano scene da terzo mondo.
La valanga di schifezze invade prima le strade e la campagne. Infine raggiunge la meravigliosa spiaggia di Sant’Angelo. Uno degli specchi d’acqua più belli e spettacolari del golfo resta inquinato per giorni. Il primo risultato è ovvio: i turisti insieme ai proprietari di lidi e ristoranti della zona si ribellano. Scattano le denunce. Poi la Guardia di Finanza scandaglia la costa e scopre tutto: non ha funzionato il gruppo elettrogeno dell’impianto di sollevamento fognario gestito dalla E.V.I. Nei mesi successivi si apre il processo. Per l’accusa le ragioni del grave disservizio sono attribuibili alla mancanza di manutenzione dell’impianto. Per questo motivo agli imputati sono contestati i reati di danneggiamento aggravato, getto pericoloso di cose atte a cagionare effetti pregiudizievoli all’ambiente marino e omissioni di controlli, della manutenzione e della vigilanza dell’impianto di sollevamento dei liquami.
Ma alla fine il Tribunale di Ischia, sezione distaccata di Napoli, ha assolto tutti, amministratori pubblici e responsabili del consorzio, ” per non aver commesso il fatto e perchè il fatto non costituisce reato “. Il collegio difensivo è riuscito a dimostrare che il consiglio d’amministrazione della E.V.I. s.p.a. aveva deliberato una serie di stanziamenti proprio per la risoluzione delle problematiche del sistema fognario e per la sua messa in sicurezza. ” Il che ha dimostrato – conclude l’avvocato Emiliano Iasevoli – la totale estraneità ai fatti contestati di tutti i soggetti coinvolti nel processo “.

