Il piano prevede l’assegnazione di risorse finanziarie per riportare lo smaltimento dei rifiuti a un livello minimo di legalità e per sottoporre il territorio a una risolutiva azione di bonifica.
Dopo diverse sollecitazioni del Movimento 5 Stelle Vollese finalmente il comune di Volla, con una missiva del Borgomastro Guadagno, chiede ufficialmente al Presidente della Regione Campania di aderire al «Piano per la terra dei fuochi», piano che prevede l’assegnazione di risorse finanziarie per riportare lo smaltimento dei rifiuti a un livello minimo di legalità e per sottoporre il territorio a una risolutiva azione di bonifica.
Anche il territorio del comune di Volla fa parte dell’area che è stata ed è tutt’ora violentata da un duplice crimine, efferato, perpetuato e ininterrotto: l’abbandono illegale dei rifiuti e la conseguente tragedia dei roghi che dovrebbero cancellare i cumuli dei rifiuti e, nello stesso tempo, i rimorsi di coscienze distorte .
Purtroppo, i rifiuti bruciati non svaniscono nel nulla. I loro fumi e le loro ceneri non scompaiono nell’aria, non vengono annullati dal fuoco così come lo sono, per alcune religioni, i "peccati" commessi dagli uomini dopo la confessione e la penitenza.
"Nulla si crea , nulla si distrugge , tutto si trasforma" .E così, la nostra terra, che i Romani chiamarono "Campania Felix" per la sua bellezza e per la sua fertilità, si è trasformata in terra di veleni per mano dei suoi stessi figli, che l’hanno distrutta, assassinata, svenduta anche per pochi soldi. Molti sapevano, ma nessuno parlava: nei decenni il crimine è diventato un’ inesauribile sorgente di empio guadagno, mentre la natura si faceva desolata, e perdeva a poco a poco tutta la sua fecondità.
Poi, qualcuno si è svegliato ed ha cominciato ad urlare il suo dolore per lo scempio compiuto, per il crimine impunito. Il risveglio è tardivo, forse, perché il disastro è in fase avanzata: l’inquinamento ha prodotto già una catastrofe ambientale di proporzioni bibliche, che ha una dimensione visibile e una ancora nascosta, e che ingoierà per decenni vite e danaro, prima che i suoi effetti terribili possano essere estirpati dal seno della terra.
Il patto per la terra dei fuochi è uno strumento che ha lo scopo di combattere e di contrastare il fenomeno dei roghi e dell’inquinamento della terra e dell’aria. Esso è stato formulato in modo da consentire l’adesione degli enti locali che rientrino in una omogeneità territoriale con l’area oggetto degli interventi e che manifestino un quadro di criticità e di esigenze tali da poter trarre giovamento dagli interventi stessi .
Ben vengano dunque le iniziative per attuare una "terapia" che curi le gravi patologie croniche della nostra terra e che contrasti "l’infezione criminale": ma, a nostro avviso, più semplice ed efficace sarebbe sicuramente una politica di "Prevenzione Economica “, destinata a risolvere definitivamente e scientificamente il problema e a garantire, nei termini di un vero e proprio patto sociale, l’impegno della nostra generazione a restituire alle generazioni che verranno la terra così come noi l’abbiamo trovata, così come l’abbiamo avuta in affidamento dai nostri avi.
Ma, forse, è troppo tardi…..




