Sarà accessibile fino al 31 ottobre 2014, negli Appartamenti della Reggia, la mostra “Vanvitelli segreto i suoi pittori da Conca a Giaquinto -la Cathedra Petri”, esposizione che privilegia due aspetti poco celebrati della sua produzione.
Un’occasione per scoprire una delle personalità più poliedriche del ‘700: si tratta della mostra di Caserta che porta alla ribalta l’architetto, pittore, scultore, scenografo, urbanista e figlio d’arte – il padre Gaspar Van Wittel, emigrato dall’Olanda Roma nel 1674, vi svolse attività di pittore fino al 1736, divenendo l’iniziatore del vedutismo – Luigi Vanvitelli, maestro versatile che operò in molti campi della creatività e dell’ingegneria. “Vanvitelli segreto i suoi pittori da Conca a Giaquinto -la Cathedra Petri” offre all’attenzione del grande pubblico l’indiscusso protagonista di un’arte in divenire che dalle forme d’ispirazione tardo barocca, grazie alle scoperte sorprendenti di Pompei ed Ercolano, gradualmente estendeva i suoi orizzonti verso una concezione neoclassica.
L’esposizione, allestita negli Appartamenti storici del Palazzo Reale di Caserta, sarà accessibile fino al 31 ottobre prossimo. Essa è incentrata su due aspetti della produzione di Vanvitelli jr: da una parte si celebrano le sua capacità di “inventare” opere di arte decorativa, ingegnando soluzioni sempre ardite e creative, e, dall’altra, le sue qualità di pittore eccelso.
Il dualismo creativo decorazioni-pittura è ben rappresentato dalle opere presentate: l’anima innovatrice e fantasiosa del primo Vanvitelli trova la sua manifestazione lampante nel progetto per il Trono di San Pietro, commissionatogli nel 1754 da papa Benedetto XIV per la basilica vaticana e pensato interamente in marmo di Carrara. Tuttavia, fu rifiutato per le sue caratteristiche perchè giudicate troppo eccentriche per un soggetto del genere. Il modello in terracotta e stucco dorato oggi superstite è giunto a Caserta direttamente dal complesso della Fabbrica di San Pietro.
La pittura, a cui Luigi Vanvitelli venne iniziato dal padre, rivestì la prima formazione dell’artista. Sebbene ben presto la accantonasse quasi totalmente per dedicarsi anima e corpo all’architettura, rimangono molte testimonianze della sua produzione in quel campo. Nella mostra casertana sono proposte alcune tele dell’artista tra cui è esposto, per la prima volta, il Ritratto di Gaspar van Wittel, concesso in prestito dall’Accademia Nazionale di San Luca.
La sezione dedicata alla pittura è arricchita da opere di altri autori: alcuni immortalarono Luigi – come ad esempio Giacinto Diano, che ne realizzò il ritratto (foto) – altri collaborarono con lui – come Sebastiano Conca che fu chiamato da Vanvitelli a Napoli per importanti commissioni – e altri ancora semplicemente erano artisti che lo stesso Luigi apprezzava e stimava – tra i quali si ricorda Corrado Giaquinto, uno dei massimi pittori del rococò.
Completano il percorso espositivo delle perle uniche che ci regalano i segreti del “Vanvitelli segreto”: alcune lettere provenienti dall’archivio del Palazzo Reale di Caserta, che attestano la sua passione per la musica, e addirittura la sua maschera mortuaria, solitamente tenuta al sicuro da sguardi indiscreti nei depositi della Soprintendenza.
(>Fonte foto: Rete internet)



