Tenace e altruista: così viene ricordata, da chi ne ha condiviso il cammino, la sociologa e attivista sommese scomparsa troppo presto. Pubblichiamo un ultimo messaggio per Rosanna, amica per molti e apprezzata per il suo impegno.
Non ci sembra ancora vero! Rosanna non c’è più. È difficile, in momenti come questi in cui si affollano in ognuno di noi che ha conosciuto Rosanna, immagini, ricordi, parole dette, discussioni fatte, selezionare e tratteggiare qualche aspetto particolare di lei, del suo profilo di figlia, di moglie, di madre, di sorella, di amica, di compagna e di donna, perché lei era tutto questo intreccio di ruoli vissuti, tutti con intensità, carica passionale e gioia. E non so se ci riuscirò fino in fondo.
Posso definire questa, l’ ultima mail che le scrivo perché la sua ultima, a me rivolta di invito all’impegno, me la sono trovata sul Pc ieri mattina appena alzato. Non ce n’era bisogno ma lei era fatta così, non trascurava niente e nessuno. Rosanna per me era la sorella di Gino, cui, come si sa, mi lega un rapporto di tipo filiale e paterno fondato su una comune sensibilità ideale, sociale culturale e politica. E quindi per una sorta di analogia o proprietà transitiva, a mano a mano che l’impegno di Gino veniva dirottato ed assorbito altrove, lei si era sostituita a lui nei miei confronti quasi come un erede.
Ed è su questo rapporto tra fratelli che io posso dire di più. Nonostante i pochi anni di differenza, che però sono molti quando si è piccoli, tra i due esisteva una relazione come tra madre e figlio. La loro comune vicenda familiare che li ha visti crescere orfani di padre ed impegnati precocemente e quindi con maggiore carico di responsabilità nello studio e nel lavoro, faceva sì che Rosanna si preoccupasse molto di Gino, anzi, che lei si facesse carico dei problemi di tutti i componenti la famiglia.
E questo interessarsi dei problemi di tutti l’ha condotta, nella pienezza della sua maturità, ad allargare l’orizzonte e la visione per includere nella sfera dei suoi interessi l’agire politico. Che era e resta per molti di noi, dei suoi amici e compagni, il luogo privilegiato dell’interesse per la Comunità di appartenenza ed in particolare di quella parte di comunità più esposta e più disagiata perché più fragile e più indifesa.
Il suo stesso percorso di studi era il frutto di una sensibilità particolare per l’essere umano visto nelle sue molteplici condizioni e relazioni sociali. Uno studio fatto e inteso non fine a se stesso o all’acquisizione di un titolo puro e semplice, ma come strumento per capire ed agire di conseguenza per migliorare la condizione umana e sociale di tutti ed in particolare dei più deboli. Non era insomma la donna istruita che quel che sapeva se lo teneva per sé, chiusa tra le pareti domestiche, ma lo metteva, con le sue conoscenze e competenze, al servizio degli altri. E qualunque ruolo svolgesse ed in qualunque contesto Rosanna immetteva una forte carica passionale, il suo fervore.
Sia che si trattasse del consiglio scolastico, che della realizzazione di un progetto sociale, che delle strutture di ascolto del mondo del disagio, che della partecipazione ad un gruppo di lavoro ed infine nella direzione ed azione politica in senso stretto. Rosanna amava dedicarsi alla costruzione di reti di rapporti e di protezioni sociali. Il tutto senza ridurre l’attenzione verso ogni componente il proprio nucleo familiare (fatto di Carlo e delle sue amate figlie) e quello di appartenenza (madre, fratelli e cugini). Rosanna era impegnata in tutte queste attività interne alla famiglia ed all’esterno affermando i suoi punti di vista con la determinazione e la tenacia di chi è convinta delle proprie idee e dell’onestà che le sorreggono e le portava avanti con tenacia ed anche capacità di mediazione.
La sua passione la conduceva anche ai limiti dell’indignazione quando si trovava di fronte agli aspetti meno nobili presenti spesso nel consorzio umano, dove è sempre in agguato l’interesse privato a discapito di quello collettivo. Rosanna era autentica e non le mandava a dire e tuttavia riusciva a stemperare anche i momenti di accesa dialettica con un sorriso ed un’ironia distensivi. E di questa breve vita, vissuta con intensità, noi tutti che stiamo qui a condividere il dolore di Carlo, di Laura, di Annamaria, della madre, di Salvatore, Teresa, Gino e Lello, di tutti i numerosi parenti amici e conoscenti, porteremo dentro di noi, il ricordo della sua vitalità ed il suo sorriso.
Ciao Rosanna! Per sempre.





