Con “Jack frusciante è uscito dal gruppo”, il confronto tra i giovani del “Mercalli” è ruotato attorno a parole importanti per gli adolescenti: amicizia, amore, felicità, il gruppo, ma anche inquietudine, fuga, odio, morte.
Di Annamaria Franzoni
“Jack frusciante è uscito dal gruppo” è un film del 1996, eppure sembra un affresco sui giovani liceali di oggi. Il film, diretto da Enza Negroni e tratto dal romanzo di Enrico Brizzi che con la regista ha condiviso la sceneggiatura, ha suscitato tale riflessione nei giovani spettatori che, nell”ambito del modulo “Adolescente:.mente”, svolto presso l”aula multimediale del liceo Mercalli, hanno assistito alla proiezione di una storia coinvolgente che rappresenta il complesso passaggio dall”età adolescenziale a quella adulta.
Alex, interpretato da un giovane Stefano Accorsi, Aidi, Martino, il giovane figlio di una ricca famiglia bene e il gruppo di adolescenti che ruotano intorno a loro, attraverso i loro disagi, dolori, gioie, hanno lanciato messaggi forti che i nostri giovani hanno raccolto e restituito nel circle time dopo la proiezione del film con sensibilità e acume.
Le parole chiave che sono emerse sono state, da una parte, l”amicizia, l”amore, la felicità, l”impegno sociale, la musica, il gruppo e con essi l”omologazione, il conformismo e l”alienazione, dall”altro l”inquietudine, la fuga, il distacco, l”odio e la morte. Di qui si è passati all”analisi del ruolo nella vita degli adolescenti dei distacchi dolorosi , dei frequenti sensi di colpa, dei tragici addii.
Qualcuno ha sottolineato come, in particolare nel territorio in cui si trova la scuola, ci siano stati negli ultimi anni diversi casi di suicidi da parte di giovani adolescenti, che non hanno avuto la capacità di valutare obiettivamente il futuro. I ragazzi hanno evidenziato quanto sia talvolta complesso condividere con gli altri il proprio malessere emotivo, proprio come è accaduto a Martino, che pur trovandosi sulla stessa lunghezza d”onda di Alex non è riuscito a farsi sostenere dall”amico che invece egli stesso aveva sorretto nel suo momento di amore apparentemente non corrisposto.
Ludovica anzi ha sottolineato che forse il legame che lo univa all”amico non fosse solo di amicizia, ma di amore omosessuale. La mancata corrispondenza di tale amore non corrisposto avrebbe quindi contribuito al suo “uscire di scena” da un mondo sempre più distaccato dal suo interesse.
Il mondo della scuola risulta distaccato dalla maggior parte dei ragazzi protagonisti di questa vicenda, le famiglie o sono assenti o presenti, ma prive di capacità di comunicare con loro se non in modo superficiale e meramente materiale: ecco perchè, secondo i nostri giovani spettatori, i ragazzi ricercano la conquista nella vita autentica nella musica, nell”omologazione, nel vento sul viso in bicicletta o in motorino che aiutano a superare le loro ansie e le loro paure.

