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Tufino. Ferone: “Sulla SIR per malati di mente inspiegabile silenzio del tavolo dei sindaci”

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L’ex sindaco, oggi capo dell’opposizione: “La scelta dell’immobile come Struttura Intermedia Residenziale fu ben vista anche dall’allora costituendo tavolo dei sindaci dell’area nolana. Da tutti quella operazione fu ritenuta altamente meritoria”.

 Dieci anni di attese, promesse e speranze, risorse economiche spese con l’intento di dare un tetto sicuro ed un’adeguata assistenza ai malati di mente cronici attraverso la realizzazione di una Struttura Intermedia Residenziale (SIR) a Tufino cancellate con un colpo di spugna dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Mascolo. Per capire come realmente sono andate le cose abbiamo rivolo alcune domande in merito all’ex sindaco di Tufino Carlo Ferone, capo dell’amministrazione comunale nel 2001 allorquando iniziarono i contatti con i vertici dell’Asl Na3 Sud (già Asl Na4) per la cessione dell’immobile sito in località Schiava di Tufino.

“Nel 2001-2002 – esordisce Ferone –, su sollecitazione dell’allora direttore generale Maurizio Cardone e del direttore sanitario aziendale Trancredi, che erano alla ricerca di strutture immobiliari pubbliche in dismissione sul territorio nolano, in qualità di sindaco, misi a disposizione l’ex edificio scolastico da tempo dismesso per la creazione sia di una residenza sanitaria integrata destinata a 20 disabili con turbe psichiche a supporto dell’igiene mentale del territorio che di un osservatorio epidemiologico per monitorare le cause di decesso per cancro, soprattutto per l’ubicazione nell’area di due discariche e di un CDR che creavano quotidiani disagi alle popolazioni del nolano. Immediatamente l’amministrazione da me presieduta si attivò per il progetto ed i lavori, anche se a rilento, sono stati ultimati alla fine del 2011.

Per correttezza mi corre l’obbligo dire che la scelta dell’immobile come Struttura Intermedia Residenziale (SIR) fu ben vista anche dall’allora costituendo tavolo dei sindaci dell’area nolana; i fondi per la ristrutturazione, oltre 600 mila euro, furono attivati con un finanziamento regionale. Da tutti quella operazione fu ritenuta altamente meritoria e per la verità l’intera amministrazione fu orgogliosa di aver messo a disposizione della comunità una struttura per aiutare e recuperare persone in difficoltà. Un complesso totalmente rinnovato con un primo piano di oltre 10 stanze (tutte dotate di servizi igienici), per il personale sanitario e parasanitario, un piano terra dotato di mensa e laboratori dove i ricoverati potevano svolgere le attività di recupero.

Agli inizi di marzo 2012 – continua Ferone – ci fu un sopralluogo da parte dell’Asl e il sottoscritto fu invitato a sottoscrivere il comodato d’uso che, solo per un fatto di correttezza, non sottoscrissi per le imminenti elezioni amministrative. Purtroppo non sono stato rieletto ed è vero che la nuova amministrazione a novembre scorso ha revocato l’indirizzo della precedente di concedere in comodato d’uso l’immobile per ‘Struttura Intermedia Residenziale’. Ultimamente come opposizione abbiamo chiesto la certificazione dello stato dei luoghi delle opere pubbliche cittadine da noi avviate e ultimate ma non consegnate, come la Caserma dei Carabinieri e l’asilo nido di area per 30 bambini (da consegnare all’Agenzia di Sviluppo); c’è stato risposto che erano in atto le ultime formalità burocratiche. Formalità – conclude Ferone – che ultimamente hanno ritardato notevolmente l’apertura del casello autostrade, e per la verità, non si riesce a capire anche il silenzio del tavolo dei sindaci”.

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