Presentato al Circolo dei Professionisti “La grammatica del bianco”, l’ultimo lavoro del giornalista che narra la cronaca della famosissima sfida tennistica tra Borg e McEnroe a Wimbledon, vista dagli occhi di un timido raccattapalle undicenne.
Lo sport come pretesto per introdursi nella psiche di un ragazzino molto particolare, forse affetto da sindrome da deficit di attenzione ed iperattività. E’ la peculiarità dell’ultima pubblicazione di Angelo Carotenuto, prestigiosa firma de >La Repubblica, “La grammatica del bianco” (edito da Rizzoli), presentata martedì 30 deicembre, al Circolo Professionisti da ALT – Associazione Lettori Torresi, in collaborazione con l’associazione culturale Parole Alate.
Stuzzicato dalle domande dei relatori della serata, Salvatore Cervasio e Giovanna Russo, lo scrittore ha spiegato la figura del protagonista del romanzo, Warren Favella, undici anni, londinese, “finito sul campo da tennis controvoglia, con un grande vuoto interiore con cui fare i conti, come l’assenza del padre che non ha mai conosciuto. Preferisce trascorrere i suoi pomeriggi in biblioteca, legge i classici dell’infanzia in italiano, ha un rapporto difficile con i coetanei, ha un po’ paura del confronto con gli altri; durante le interrogazioni si blocca, anche volontariamente, come una forma di rifiuto del mondo nel quale non si riconosce. Impara a fare gli anagrammi che gli affollano la testa quando va nel panico e gli tengono compagnia”.
In questo romanzo Angelo Carotenuto racconta come lo sport può curare la psiche di un bambino, partendo dalla finale di Wimbledon del 1980 tra i tennisti Borg e McEnroe, due campioni che non erano soltanto due modelli di gioco, uno freddo l’altro estroso, ma anche due stili di gioco e soprattutto due personalità diverse. Hanno giocato molte volte l’uno contro l’altro ma la finale a Wimbledon del 5 luglio di trentaquattro anni fa è stata il loro capolavoro. Ed è proprio questa sfida epica che lo scrittore racconta guardando la partita con gli occhi di Warren, sul campo nel ruolo di raccattapalle. Attraverso quell’esperienza il ragazzino uscirà dal suo guscio emotivo che lo porta a preferire l’ordine di una biblioteca ai giochi con gli amici, il flauto al calcio, la solitudine alla socialità, ed inizierà per la prima volta, osservando in primo piano i due atleti, a considerare il numero due.
“Fino ad allora Warren non sapeva andare oltre se stesso. Era il numero uno, per tanti motivi: perchè il padre lo aveva abbandonato, perchè la madre non la capiva, perchè a scuola non si trovava bene. Ma quello che succede dopo quella partita è un nuovo modo di stare al mondo – ha chiosato Angelo Carotenuto – Il tennis ha funzionato come terapia perchè ha insegnato a Warren che si può sbagliare. Ed è proprio nel regolamento del tennis stesso che è prevista la possibilità di sbagliare: l’errore è una circostanza. Il tennis è come Geppetto che ricostruisce a Pinocchio le gambe consumate dal fuoco”.
Presente alla tavola rotonda anche l’editore del primo libro di Angelo Carotenuto, Carlo Ziviello de “Ad Est dell’Equatore”, il quale ha chiosato che “”La grammatica del bianco” è molto introspettivo in quanto vi è la profondità dell’analisi del personaggio e c’è una metafora molto precisa, quella del trovarsi “nel mezzo”. Il tennis è uno sport di linee e l’atleta non può stare nel mezzo, altrimenti viene battuto. Si parte dal racconto di una famosissima partita di tennis ma poi lo scenario di Wimbledon svanisce e prendono corpo le riflessioni del ragazzino. Angelo è stato bravissimo nel non cadere nell’errore di rappresentarlo debole ma come un bambino normale, con una situazione familiare che forse non era usuale in quel tempo”.
“Altro aspetto degno di nota – prosegue l’editore concludendo – è che Warren si confronta con tutti i personaggi che possono incidere sulla sua figura, innescando un meccanismo di continuo raffronto che attraversa tutto il libro”. Ad arricchire la serata reading di Parole Alate e di alcuni alunni dell’I.C.S. “De Nicola Sasso” di Torre del Greco che hanno letto alcuni passi del romanzo di Carotenuto e la proiezione della sintesi della finale della famosa finale di Wimbledon.

