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Una speranza silenziosa che si trasforma in fatti. Questo è il nostro augurio per il 2015

Il Vesuviano esce dalla crisi se sa sfruttare, in modo organico, le sue “eccellenze”: i prodotti agricoli, il turismo, le creazioni dello stile. E l’ingegno dei Vesuviani. “ilmediano.it” farà la sua parte raccontando un territorio che è unico.

Un freddo violento, a cui non siamo abituati, chiude, con la forza di un simbolo, uno degli anni più bui dell’ultimo trentennio, un anno in cui pareva, a un certo punto, che la sfiducia generale e la povertà dilagante avessero demolito tutte le scale dei valori, violando anche la sacralità delle relazioni famigliari, spingendo perfino le madri a levare sui figli la mano omicida.

Il 2014 è stato un anno difficile per l’Italia, e assai difficile per la Campania, per Napoli, per il Vesuviano. I bilanci li faremo con calma, con calma cercheremo di capire le ragioni locali della crisi dell’economia territoriale, e rifletteremo sulla conseguenza più disastrosa: lo spopolamento, la fuga dei giovani. Se non freniamo questa fuga, ogni altro discorso risulterà superfluo. Uno degli effetti positivi della crisi è che gli umori della gente non sopportano più le chiacchiere, e il nervosismo spesso lascia via libera a sincere espressioni di fastidio: non vogliamo più fingere, e perciò si avverte, nelle relazioni sociali, un’ asprezza di toni che potrebbe anche essere utile. Soprattutto se i politici capiranno la lezione e incominceranno a comunicare con la gente attraverso i fatti invece che per mezzo delle chiacchiere.

Le mie speranze, proprio perchè vogliono essere concrete, non guardano troppo lontano: è meglio, di questi tempi, tenere i piedi per terra. Saldamente. I problemi che richiedono soluzioni immediate sono molti, e sono tutti strutturali: se queste soluzioni non arrivano, ogni altro discorso è superfluo. Il primo problema è quello della viabilità e della Vesuviana: le strade che collegano i nostri Comuni, e il Vesuviano interno al Nolano, sono in molti tratti pericolosi percorsi di guerra, e sulla linea ferroviaria Napoli – Ottaviano – Sarno tutto è già stato detto: aggiungiamo che l’ultimo treno per Ottaviano e per Sarno parte da Napoli alle ore 20.00, e mi pare che sia una cosa insensata.

Quando l’economia si rimetterà in movimento, vedremo che nel nostro territorio i flussi di sviluppo industriale seguiranno la linea Caserta – Nola- agro sarnese/ nocerino, e che il Vesuviano interno resterà tagliato fuori. Si disse, alcuni anni fa, prima che scoppiasse questa terribile crisi, che l’economia del Vesuviano si sarebbe salvata investendo sui sistemi di servizi, sui prodotti di eccellenza, sul turismo.
I sistemi di servizi. Non mi pare che ci siano laboratori che si interessano dell’ innovazione tecnologica, che costruiscono reti informatiche, che analizzano, per esempio, tendenze e problemi del terziario che è un settore importante per l’economia tra il Vesuvio e il Nolano.

Gli istituti di istruzione superiore trovano molte difficoltà nello stabilire relazioni sistematiche tra i loro progetti e il mondo del lavoro. Certo, l’economia dell’eccellenza potrebbe essere una risorsa preziosa: vini, liquori, frutti, ortaggi, alimenti, ricami, oggetti dell’oreficeria, capi di abbigliamento, i manufatti dei mestieri tradizionali sono prodotti prestigiosi, e hanno la fortuna di essere “promossi” da un’ immagine unica al mondo, il Vesuvio. Ma non è stata mai organizzata un’ Esposizone Vesuviana che metta insieme, con raziocinio, tutti questi prodotti e ne illustri e ne pubblicizzi l’alta qualità.

Ognuno bada al suo orticello, che diventa sempre più misero e spoglio. Dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio ci aspettavamo molto di più. Ci aspettavamo, tra l’altro, che nella sede di Ottaviano l’Ente costituisse un emporio permanente dei prodotti tipici del territorio. E i Comuni e la Regione nulla o quasi nulla fanno per salvare il patrimonio prezioso di alcuni mestieri – ricamatrici, bottai, cuoiai, maniscalchi, falegnami – e per trasmetterne ai giovani i segreti e le tecniche.

Del turismo dobbiamo parlare solo per provare vergogna. Tutti. Il territorio è perfetto per ogni tipo di turismo: culturale, religioso, ambientale, antropologico. E’ il territorio del Vesuvio, di Ercolano, di Pompei, degli scavi di Somma, di Pollena, di Terzigno, di Boscoreale, del santuario di Madonna dell’Arco, di chiese ricche di testimonianze della fede e dell’arte, del maestoso Palazzo Medici a Ottaviano, di ville e di masserie. Ebbene, non c’è un “luogo” in cui chi vuole visitare questo territorio possa trovare, sistemati in un disegno organico, notizie, immagini, indicazioni di itinerari, indirizzi utili.

Noi de ilmediano.it cercheremo di riempire il vuoto dell’informazione: ci rimproveriamo per non averlo fatto prima, ma non è mai troppo tardi. Il nostro augurio è che tutti facciano la loro parte, che tutti si convincano, pienamente, che il 2015 non deve essere, non può essere come l’anno che se ne è andato, che dobbiamo muoverci. Non mi illudo che all’improvviso le caste si dissolvano, e che il potere vada tutto in mano agli “eccellenti”, ma è venuto il momento che gli “eccellenti” facciano sentire, alta e forte, la voce delle loro idee. La colpa non è mai tutta solo degli altri.

Il nostro augurio, cristiano e laico, è che si riscoprano i valori della famiglia, i valori morali, cristiani e laici, e non solo quelli “economici” che hanno permesso e ancora permettono a molti di sopportare l’urto della crisi. Questa guerra non la vincono gli eroi solitari, perchè è in gioco l’identità storica del popolo che abita terre di antica civiltà, il Vesuviano e la Campania Felice. Il nostro augurio è che si combatta tutti insieme.

(Pompei, affreschi della Villa dei Misteri)

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