E’ il papà di uno dei più importanti esponenti dell’assemblea cittadina l’autore di un incendio di scarti dell’edilizia in uno spazio adibito abusivamente nella sua proprietà. La vicenda è emersa ieri dopo il sequestro operato dalla polizia municipale.
La colonna di fumo si leva alta fino a invadere il centro di Acerra. Un ambientalista la osserva. È un giovane coraggioso, uno dei pochi che nella zona ha l’ “impudenza” di reagire subito, senza pensarci due volte. Il ragazzo segue le tracce dell’ennesimo rogo tossico come se fosse un segugio.
A un certo punto arriva al recinto di uno spazio pressoché invisibile dalla strada, in una zona di semiperiferia, a cinquecento metri dal municipio. Qui si arrampica sul cancello e vede quello che vede: un uomo anziano che brucia sacchetti di plastica e altre immondizie. Accanto al rogo tossico c’è una macchina che tritura i materiali destinati all’incendio più che illegale. Il ragazzo ficcanaso subito riconosce l’autore dell’incendio : l’uomo che ha dato fuoco ai rifiuti è il padre di uno dei consiglieri comunali di maggioranza più votati alle ultime elezioni di Acerra, comune ubicato sedici chilometri a nord est di Napoli.
“Io ti conosco, so chi sei”, urla a sua volta minacciosamente l’incendiario verso il fin troppo curioso ecologista. Ecologista che gli risponde così: “Anch’io so bene chi sei e ti denuncio”. Subito dopo il giovane chiama polizia municipale e carabinieri. Quindi le forze dell’ordine entrano nella proprietà sospetta e sequestrano l’area. E l’effetto sorpresa lascia un po’ tutti spiazzati. Il responsabile dell’ennesimo rogo tossico è infatti il padre di un consigliere comunale di maggioranza. Lui, il vecchio, fa l’infermiere in un grande ospedale pubblico di Napoli. Ma tutti, anche le pietre, da queste parti sanno che il signore ha il vizietto del doppio mestiere proibito. L’altro lavoro è di quelli impegnativi: è un costruttore, proprio come il figlio “politico”.
I due hanno realizzato insieme centinaia di appartamenti nella zona. Ad Acerra sostengono che siano ricchissimi. Danaro a fiumi in barba alla dichiarazione dei redditi del rampollo-mministratore: 150 euro all’anno di profitti sbattuti sotto gli occhi dei cittadini attraverso il sito del comune. Davvero una miseria se si considera dov’è che vive il palazzinaro e cioè in una villona di recente costruzione. Soldi con la pala, dunque, almeno stando a ciò che si vede. Eppure quegli scarti dell’edilizia andavano distrutti così, al risparmio, con un colpo di trituratore e un bel cerino, all’aperto.
Tanto per risparmiare sui costi di smaltimento. E che importa se i fumi tossici se li beccano i cittadini: business is business. Comunque dopo il sequestro preventivo l’informativa di reato è stata spedita alla procura di Nola. Ma polizia municipale e carabinieri tacciono. Del resto la situazione è di quelle parecchio imbarazzanti: stavolta la Terra dei Fuochi tira in ballo la politica locale.
(Fonte foto: Rete Internet)






