Ad Acerra scarti allo iodio 131 forse provenienti dai centri diagnostici. Contaminati otto chili di rifiuti solidi urbani. La scoperta è stata fatta dagli operatori dello stir di Caivano. Intanto si è dimesso l’assessore all’ambiente.
Rifiuti radioattivi trovati in un camion della nettezza urbana proveniente da Acerra. Otto chili di immondizia contaminata da iodio 131, sostanza solitamente utilizzata in medicina nucleare, immondizia che è stata prontamente individuata in un automezzo della ditta di nettezza urbana della città e quindi opportunamente isolata dagli operatori dello stir di Caivano, gestito dall’A2a, la stessa società che gestisce l’inceneritore. Il materiale radioattivo si trova adesso opportunamente messo in sicurezza in un locale apposito. Nel frattempo ad Acerra si è dimesso, ma per motivi che non c’entrano nulla con i rifiuti radioattivi, l’assessore comunale all’ambiente Vincenzo Angelico, 57 anni, capitano della Guardia di Finanza.
Si parla di uno screzio con i principali esponenti del potere locale, un dissidio scaturito da attività amministrative legate alla gestione del ciclo dei rifiuti. Angelico sarebbe rimasto molto sorpreso dal fatto di non essere stato informato su una riunione relativa all’Ato 3, l’ambito che gestisce e coordina il ciclo dei rifiuti. ” Ma questa è solo una questione marginale “, replica però Angelico. ” Abbiamo agito insieme all’Asl e all’Arpac – spiega intanto l’A2a circa la questione dello iodio 131 – ma non c’è da fare nessun allarmismo: si tratta di una piccola quantità di iodio 131 che ha contaminato 8 chili di rifiuti, il tutto è stato individuato dai nostri sistemi di controllo”.
Ci si chiede però come sia stato possibile che quel tipo di rifiuto molto pericoloso, in genere derivato da scarti sanitari, sia potuto finire nel camion della ditta nu. L’episodio risale al 24 dicembre scorso ed è stato regolarmente comunicato dall’A2a a tutte le autorità competenti. Lo iodio 131 è utilizzato principalmente nell’ambito medico e farmaceutico. E’ estremamente tossico ed è la causa principale dell’incremento dei tumori alla tiroide. Questi cancri spesso appaiono anni dopo l’esposizione, molto dopo il decadimento quasi totale dell’ elemento radioattivo.




