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Terra dei Fuochi, ad Acerra i lumini accesi per i morti di cancro offuscano le luminarie di Natale del sindaco

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Clamorosa manifestazione delle mamme coraggio e degli ambientalisti nella città dell’inceneritore. Luci funebri in onore delle tante vittime dell’inquinamento.

Si sono vestiti a lutto ed hanno acceso centinaia di lumini funebri in ricordo dei morti di cancro e contro il progetto di una nuova discarica chimica. Alcuni bambini hanno anche alzato al cielo una serie di lanterne cinesi in memoria dei loro giovani papà uccisi dal male che non dà scampo. Quella di ieri sera ad Acerra, in piazza Castello, è stata una protesta davvero clamorosa perchè gli ambientalisti hanno voluto metterla a segno proprio nello stesso momento in cui il comune ha acceso per la prima volta le sfavillanti e colorate luminarie cittadine del Natale 2014. L’evento si è consumato alle 18 e 30, mentre era in atto l’accensione delle grandi luci, un’imponente iniziativa dell’amministrazione comunale puntata a illuminare a giorno con i colori allegri delle feste uno dei centri storici più antichi della Campania.

Prosegue però senza soste la mobilitazione dei movimenti della Terra dei Fuochi. Ieri durante l’ennesima protesta è stato possibile osservare tanta rabbia composta. Rabbia che è si è trasformata in commozione quando la piccola Paola ( nome di fantasia ) ha alzato al cielo con l’aiuto della sua mamma una lanterna cinese. Un gesto voluto dalla bimba per ricordare il papà morto di cancro, a soli 40 anni. Momenti davvero da pelle d’oca, dunque. Anche perchè ieri sera gli ecologisti hanno preso di mira uno degli eventi simbolo delle festività natalizie, l’accensione delle luminarie di Natale, un’iniziativa costata decine di migliaia di euro alle casse pubbliche locali. Le tensioni montano inesorabilmente. Giovedi prossimo la conferenza dei servizi istituita presso la Regione dovrà decidere se approvare o meno il progetto presentato dalla società privata Atr per la realizzazione di un impianto di smaltimento di circa 500mila tonnellate all’anno di scorie chimiche.

L’impianto che dovrà sorgere accanto al termovalorizzatore, alla Montefibre, a una centrale a olio di palma e a poca distanza dal sito di stoccaggio delle ecoballe accumulate durante le varie emergenze rifiuti. C’è indignazione. I titolari dell’Atr sono già stati condannati in primo grado per un traffico di rifiuti tossici.” Ben vengano le luminarie ad Acerra – hanno polemizzato gli ecologisti vestiti a lutto – ma ci sono cose molto più importanti da realizzare, come una politica per tutelare la salute dei cittadini. Non bastano – hanno aggiunto – i comunicati del comune per dire no all’Atr e no al termovalorizzatore. Occorrono atti seri e concreti che finora non abbiamo visto, mettendo da parte i giochetti della politica”.

Quindi, l’accusa, più specifica. ” E’ vergognoso – l’indice puntato dai manifestanti – che oggi nonostante la delibera dei commissari prefettizi si continuino ad ospitare nelle proprietà dell’Atr i mezzi della ditta che effettua ad Acerra la nettezza urbana. Vale a dire che con i soldi del comune, con i nostri soldi, paghiamo gente condannata per traffico di rifiuti “. Gli attivisti dell’ambiente e i semplici cittadini provenienti dal territorio stanno manifestando in piazza da quattro giorni di seguito. Venerdì mattina sono andati anche davanti al tribunale di Nola. Obiettivo: ottenere i controlli della magistratura nell’area dell’Atr.

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