Ne ha dato notizia ieri il sottosegretario alla difesa Gioacchino Alfano. Centinaia di militari saranno impegnati nelle operazioni di controllo. Anche i droni a supporto.
Il provvedimento annunciato dal governo prevede l’invio nelle aree della provincia di Napoli e del basso Casertano di 850 militari. Dovranno controllare un territorio vastissimo in cui ecomafiosi e abusivi d’ogni sorta l’hanno fatta e la stanno ancora facendo da padroni: da Acerra a Giugliano, da Casal di Principe a Villa Literno, a Nola, Caivano, in tutto il Vesuviano. Ma c’è già chi grida al provvedimento fasullo: troppo pochi meno di mille uomini per presidiare un’area tanto vasta quanto difficile, sotto tutti gli aspetti. Ma c’è forse un asso nella manica tra le pieghe dell’annuncio governativo e cioè l’uso dei droni.
Piccoli aerei-spia, telecomandati, in grado dall’alto di rilevare i movimenti sospetti che si consumano al suolo, anzi, in questo caso, ed è proprio il caso di dirlo, ai “danni” del suolo, delle nostre colture, del cibo che mangiamo, dell’acqua che beviamo, dell’aria che respiriamo. Per il momento però le reazioni favorevoli sono poche. Serpeggia un certa diffidenza tra i comitati e gli ambientalisti della Terra dei Fuochi. Forse perchè in questo momento il problema di punta, quello più sentito, non è solo quello dell’azione di controllo degli sversamenti abusivi, purtroppo ancora in corso ( vedi il recente caso dell’ecomostro di Acerra ), ma è anche legato alla scoperta e al censimento di tutte le discariche, nonchè alla loro progressiva bonifica e alla messa in sicurezza delle colture.
In una espressione: i cittadini vogliono subito risultati sul fronte del ripristino di condizioni di vivibilità. Che però appaiono ancora come un lontano miraggio.
(>Fonte foto: Rete internet)





