Delegazione di operai del Wcl di Nola ricevuta nel pomeriggio a palazzo di governo. Con loro il senatore del M5S, Sergio Puglia. L’impianto nolano è quello di Maria Baratto, l’operaia cassintegrata che si è tolta la vita due settimane fa.
I suicidi degli operai Fiat nel Napoletano: in questo momento è in corso una riunione in prefettura con alcuni cassintegrati del reparto logistico Fiat di Nola, accompagnati da Sergio Puglia, senatore del Movimento Cinque Stelle.
Il reparto logistico di Nola è l’impianto, quasi del tutto inattivo da sempre, del quale era operaia in cassa integrazione Maria Baratto, la lavoratrice che a 47 anni, il 21 maggio scorso, ha deciso di togliersi la vita nel suo alloggio infliggendosi una serie di coltellate alla pancia. Intanto la situazione resta drammatica. La copertura della cassa integrazione per il Wcl di Nola scadrà tra pochissimo, il 13 luglio. Più volte negli ultimi tempi l’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi, ha assicurato il prolungamento della cig di un anno ancora.
Ma per adesso non è stato organizzato un incontro tra la Fiat e i sindacati per discutere del futuro di quest’impianto, nato nel 2008 con la decisione di trasferire 316 addetti dalla fabbrica automobilistica di Pomigliano. Un trasferimento rivelatosi traumatico visto che i lavoratori all’epoca protestarono bloccando il varco merci dello stabilimento, che in quel periodo produceva ancora le Alfa Romeo. Le proteste culminarono con una serie di tafferugli a colpi di manganello.
Quindi il trasferimento a Nola, impianto nuovo ma mai decollato, immaginato per uno smistamento delle merci Fiat che non si è praticamente mai realizzato. Da allora i 300 di Nola sono in cassa integrazione:inattivi da sei anni di fila.





