Station Art: più che un locale, a Nola c’è un laboratorio di idee

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Nasce sulla Variante 7/bis il bar dove gli artisti possono esporre le loro opere d’arte. L’entusiasmo dei due giovanissimi titolari: “Siamo sicuri che esiste un divertimento diverso da quello consueto”.

Un artista al mese: esposizioni di quadri e, in generale, di opere d’arte, estemporanee di pittura. Eppure non è una galleria quella aperta da Vincenzo ed Emilia Pentella sulla variante 7Bis di Nola.

È un bar, un locale, anche se non può essere considerato uno dei soliti punti di ritrovo per giovani e meno giovani. “Station Art”, questo il nome del bar, è qualcosa di più: è il tentativo di unire il divertimento alla cultura. Ma è anche, spiegano i titolari del locale, un modo per avvicinare l’arte ai suoi potenziali fruitori, senza che si debba necessariamente passare per i musei. “Station Art” ha le caratteristiche di un normalissimo bar, ma ha anche gli spazi adatti ad ospitare kermesse ed eventi. Aperto a fine agosto, ha accolto, finora, i quadri di due pittori: Nicola Piscopo e Simona Mostrato. Si tratta di due giovani artisti che stanno facendosi strada e che allo “Station Art” hanno esposto ma hanno anche realizzato lì i loro quadri.

Presto, invece, l’esposizione toccherà ad un’associazione che realizza manufatti artigianali utilizzando materiale da riciclare. Poi, allo “Station Art”, c’è la musica e ci sono le serate, ma è sempre l’arte a rimanere protagonista. Spiegano Vincenzo ed Emilia: “Il nostro vuole essere soprattutto un laboratorio di idee. Pensiamo di portare avanti un discorso lungimirante, che intende far emergere il nostro locale rispetto alla solita routine e soprattutto coinvolgere le persone in un modo diverso dal solito. Siamo certo che il divertimento non sia soltanto quello al quale siamo stati abituati finora, che ci possono essere anche altre strade da esplorare”.

Vincenzo ed Emilia Pentella sono giovanissimi: hanno coltivato a lungo il loro sogno imprenditoriale, poi si sono buttati a capofitto nel progetto del locale di Nola. Ora stanno coltivando i primi frutti, ma affermano pure di non avere fretta: “Siamo consapevoli che il nostro messaggio potrebbe aver bisogno di tempo per arrivare a tutti. Noi, però, abbiamo pazienza”. Ed entusiasmo.

IL SUD CHE CAMMINA

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