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giovedì, Dicembre 2, 2021

Somma. dimenticato il reperto storico ritrovato in via Pomintella

Il cippo terminale rinvenuto durante alcuni lavori giace ora transennato e abbandonato, creando disagi ai cittadini. L’Assessore alla Cultura: “Per poter procedere, aspettiamo risposte dalla Soprintendenza”.

Risale allo scorso aprile la scoperta, in via Pomintella a Somma Vesuviana, di un vecchio cippo terminale, di una antica strada con pavimentazione in piperno e delle mura di contenimento. Il tutto accadde durante i lavori di sistemazione degli spazi confinanti con la strada e il ritrovamento suscitò subito grande curiosità in un paese, come Somma, ricco di antichi reperti storici. In quei giorni l’entusiasmo per il rinvenimento si fece sentire e subito furono allertati sia l’Assessore alla Cultura del comune sommese che la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e Provincia, per capire il valore del bene.

Ad oggi, però, sembra che la situazione sia la stessa di tre mesi fa, anzi addirittura peggiorata. Arbusti ed erba selvatica stanno coprendo il ritrovamento, mentre lo stato del luogo, transennato e dissestato, crea non pochi disagi. Lo stesso proprietario del terreno coinvolto, il professor Giacomo Tuorto, lo scorso 19 luglio, inviò una nota al Comune chiedendo di poter continuare la sua opera di sistemazione di quegli spazi. «Essendo trascorsi più di tre mesi dall’accaduto – si legge nella richiesta di Tuorto – e procurando la stato dei luoghi un effettivo disagio ai tanti vicini oltre che ai passanti, il sottoscritto, visto che venne da voi effettuata una ripresa fotografica dei ritrovamenti, chiede alla SV di poter procedere alla sistemazione degli spazi in via Pomintella, pur confermando sin d’ora la piena disponibilità, qualora la cosa risultasse di interesse pubblico, ad accedere al luogo dei ritrovamenti ed effettuare tutti gli interventi di recupero necessari».

Le notizie che arrivano dall’Assessorato alla Cultura, però, mostrano quanto la situazione sia in una fase di stallo. «Ho più volte sollecitato la Soprintendenza affinchè venissero fornite risposte chiare sulla questione, nonché indicazioni su come procedere per poter riprendere i lavori – è intervenuto l’assessore Emanuele Coppola – Pochi giorni dopo il ritrovamento arrivò sul luogo della scoperta, quale collaboratore del Soprintendente, il dottor Nicola Castaldo dell’ufficio di ispettorato di zona con sede a Nola, che visionò il reperto, ma ad oggi non abbiamo ancora ricevuto nessuna comunicazione da questi. Ho incontrato personalmente Castaldo circa venti giorni fa e mi ha detto che a breve si sarebbe mosso per risolvere il problema ma ancora non sappiamo nulla e, naturalmente, non possiamo muoverci senza loro suggerimenti».

Sulla datazione del rinvenimento ci sono voci discordanti: mentre in molti affermano che si tratta di reperti sicuramente antichi ma senza alcun valore storico, Coppola ha invece ribadito: «Sappiamo che si tratta di un cippo terminale di età borbonica che ha rilevanza storica e necessita di salvaguardia ma, ripeto, questi ritardi non sono legati al nostro lavoro».

La situazione, dunque, è ferma e la pausa estiva di certo non rende l’intervento più celere, ma il disagio cresce e di sicuro non va in vacanza.
(Foto di Patric Costa)

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