Gli attivisti del comitato di lotta dei cassintegrati di Pomigliano hanno manifestato a poca distanza dal palazzo dove poco dopo il capo dello Stato ha conferito l’incarico a Bersani.
Nello spazio di una mezz’ora la polizia ha sciolto il picchetto piazzato davanti al palazzo del presidente. Gli operai, striscioni ancora in pugno, sono stati fermati e identificati.
“Abbiamo manifestato pacificamente – racconta Mimmo Mignano, 48 anni, un lavoratore licenziato dalla Fiat – eppure i poliziotti ci hanno detto che davanti al Quirinale non si può protestare perché c’è un accordo sottoscritto dai sindacati. Quindi si sono presi i nostri documenti e dopo averceli restituiti ci hanno riferito che ci denunceranno”. Ora il gruppetto del comitato di lotta dei cassintegrati di Pomigliano è sulle spine. Un’eventuale denuncia per manifestazione non autorizzata potrebbe danneggiare quelli di loro che ancora si trovano negli organici dell’azienda automobilistica, anche se gli anni trascorsi a casa, in cassa integrazione, sono diventati ormai un bel po’. La manifestazione del comitato di lotta, militanti provenienti dai Cobas e da Autonomia Operaia, era già stata pianificata da giorni.
L’obiettivo di Mimmo Mignano e compagni era di mettere in piazza, attraverso un paio di vistosi striscioni, il problema della cassa integrazione nella Fiat e, secondo quanto affermato dagli stessi organizzatori, la totale assenza di democrazia nel gruppo automobilistico e nel mondo del lavoro italiano. Il tutto sfruttando la eco giornalistica nel giorno in cui Napolitano avrebbe conferito a Bersani l’incarico di formare il governo, venerdì scorso. Alla fine il blitz degli autonomi è riuscito ma hanno dovuto quasi subito sbaraccare. Intanto tira aria di denunce, che sembrano dietro l’angolo.
“La gente deve sapere che c’è una sistematica violazione dei diritti – conclude Mignano – di cui gli stessi sindacati dei padroni sono responsabili”. L’offensiva del comitato di lotta dei cassintegrati ha due obiettivi: la Fiat e i sindacati, visti come due facce interdipendenti della stessa medaglia.


