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Somma Vesuviana, countdown iniziato verso le urne, scontro a quattro per Palazzo Torino

Nella campagna elettorale si inserisce a gamba tesa la consigliera regionale Paola Raia: “Forza Italia in provincia di Napoli, con la scelta dei candidati, ha rinunciato non solo a partecipare, ma a competere”.

Il conto alla rovescia è cominciato, tra ormai meno di un mese l’appuntamento con le urne è fissato: il successore del tre volte sindaco Raffaele Allocca scomparso al principio di quest’anno lo sceglieranno gli elettori. Sarà Antonio Granato, avvocato, già candidato con Allocca dal quale si era allontanato per poi tornare tra le sue braccia politiche poco prima delle elezioni amministrative lo scorso anno? Certo è che la famiglia Allocca non gradisce (i figli di “re Ferdinando” avrebbero preferito il vicesindaco uscente, Salvatore Di Sarno, per la successione ma lui ha glissato tenendo fede al patto fatto con Granato e tesserandosi poche settimane fa con Forza Italia). Sarà Pasquale Piccolo, avvocato anche lui, nel direttivo del Parco Nazionale del Vesuvio e dai trascorsi di gioventù all’ombra della fiamma?

Certo è che il carrozzone messo su dall’avvocato, candidato pure l’anno scorso, è di quelli possenti: un po’ degli ex alleati di Allocca, l’appoggio morale della family del compianto primo cittadino, un po’ degli ex alleati della Paola Raia, compreso l’Udc del suo collega consigliere regionale Carmine Mocerino. Più l’Aurora, più la destra di FdI, più la compagine matrimoniale Progetto Somma di “detto Lello” D’Avino con Nello Tuorto e Polis e Centro Democratico. Con annessi e connessi. Ma tornando alla Raia, l’altra esponente sommese a Palazzo Santa Lucia: non si può non notare che sia un po’ defilata. Dovrebbe appoggiare il Granato, ma arriva in ritardo alla presentazione ufficiale, non si candida e proprio ieri su facebook incassa l’approvazione di Vincenzo Piscitelli (capogruppo uscente Pdl e già ex delegato per Forza Italia, colui che ha tentato di dirimere il lungo braccio di ferro tra Granato e Di Sarno, prima che la spuntasse il primo sui tavoli provinciali).

E il like di Piscitelli (candidato con Piccolo) sotto lo stato della Raia la dice lunga perchè la consigliera leader di Forza Campania va giù dura con il partito di Berlusconi e attacca: “La dietrologia non ci appassiona, ma viste le scelte compiute da Forza Italia in provincia di Napoli sia in termini di alleanze che di candidati sarebbe stato opportuno riflettere un po’ di più sulla scelta, oramai definitiva e non più in discussione, di non correre col nostro simbolo (Forza Campania) alle prossime amministrative. “Militanti e simpatizzanti ci contattano scoraggiati – ha aggiunto la Raia -perchè il partito ha di fatto rinunciato non solo a vincere ma addirittura a partecipare in maniera competitiva alla prossima tornata elettorale. Un atteggiamento inaccettabile per il più grande partito moderato d’Italia nella regione che, più di ogni altra, ha storicamente dimostrato la propria adesione al progetto politico del presidente Berlusconi”.

La tempistica della consigliera regionale non lascia dubbi sul suo pensiero. Questo accade nel centrodestra, ma a sinistra e più al centro non c’è molto da esultare. Gli strascichi di polemiche lasciati dalle primarie di coalizione e che hanno incoronato come candidato sindaco Giuseppe Auriemma (lo stesso “cavallo” rimasto al palo la volta scorsa) sono vischiosi come bava di lumaca ed evidenti, la tensione tra la componente Pd e quella dei movimenti che avrebbero voluto correre con Lorenzo Metodio si percepisce tutta. Il patto di lealtà però è rimasto, nella lista Pd e in quella Somma Bene Comune sono candidati tutti i competitor delle primarie, non Rancella però la cui assenza avrebbe una ragione precisa, quella che ha tenuto svegli fino a notte inoltrata vertici locali e provinciali del Pd l’altro ieri, il giorno prima della presentazione delle liste.

Un “mini giallo” quasi: sembra infatti che al suo posto Rancella avrebbe candidato volentieri la sua giovane figliola la quale sarebbe stata ben lieta di mettersi alla prova. Ma si è trovato dinanzi un muro. Fatto sta che, gossip e racconti di terze persone a parte, nè Rancella nè alcun suo parente si ritrovano candidati in sostegno di Auriemma anche se dal suo profilo social lui asserisce con fermezza di essere “al fianco dei candidati Pd”. Tra i politici già noti, più o meno scafati, la novità è il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Ciro Sannino, praticante avvocato. Nella sua lista giovani e meno giovani, convinti che con la politica di Grillo contro le caste si finirà per scompaginare le vecchie logiche e chissà, persino sorprendere chi si sente già a Palazzo Torino.

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