Da uno scantinato in città partiva ogni settimana un carico di marche da bollo e contributi unificati stampati su carta originale della Zecca di Stato precedentemente rubata. La “merce” preziosa era destinata al tribunale civile di Roma.
Una stamperia clandestina a Somma Vesuviana, in uno scantinato di via San Sossio, che produceva marche da bollo false che arrivavano fino al tribunale civile di Roma. È quanto scoperto dalla Polfer del Lazio nell’ambito delle indagini sui taxi abusivi che hanno portato all’arresto anche di due giudici di pace, un avvocato, due cancellieri. La stamperia è stata sequestrata. Marco Napoli, dirigente dei servizi di polizia giudiziaria della Polfer Lazio, ha reso noto che “è stata chiusa una delle rivendite nel tribunale civile di Roma e arrestati i due gestori”.
Per spiegare come mai Somma Vesuviana torna ancora negativamente alla ribalta della cronaca dopo che qualche giorno fa si era scoperto come fosse anche sede di una centrale di produzione di false griffe (traffico smantellato dalla Guardia di Finanza), si deve partire da un’indagine cominciata a Roma, nella capitale, e arrivata fino a alla provincia di Napoli e precisamente a via San Sossio. Ed è a Roma che la Polizia Ferroviaria individuava e multava tassisti abusivi alla stazione Termini e questi, puntualmente e in maniera tanto celere quanto sospetta, esibivano una sospensiva del Giudice di Pace che imponeva il dissequestro del veicolo e la restituzione dei documenti di guida e di circolazione. È stato questo particolare a far scattare le indagini della Polfer del Lazio che hanno portato all’arresto anche di due giudici di Pace dell’ufficio di Ostia , accusati di corruzione in atti giudiziari, di due cancellieri e di un avvocato.
L’operazione, partita da un’indagine iniziata a marzo, non si è fermata ai confini capitolini e ha portato complessivamente all’emissione di 18 ordinanze di custodia cautelare, 13 delle quali emesse dalla Procura di Roma e 5 dalla Procura di Perugia. “Si è scoperto che due giudici di pace dell’ufficio di Ostia, con la mediazione di un avvocato, interferivano in maniera illecita nella trattazione dei fascicoli”, ha spiegato un dirigente della Polfer Lazio”. Seguendo la pista che principiava a Roma, la polizia ferroviaria ha scoperto e sequestrato una stamperia clandestina a Somma Vesuviana (Napoli) che produceva marche da bollo false, che arrivavano fino al tribunale civile della capitale. “È stata chiusa una delle rivendite nel tribunale civile di Roma – ha riferito il dirigente dei servizi di polizia giudiziari della Polfer regionale Marco Napoli – e arrestati i due gestori”. Le marche da bollo venivano prodotte a Somma Vesuviana e vendute nel tribunale di Roma.
Da via San Sossio partiva un corriere che viaggiava sempre in treno e che trasportava verso Roma i quantitativi delle marche contraffatte richieste: marche da bollo e contributi unificati che vanno applicati ad ogni tipo di atto giudiziario che può essere depositato in un tribunale. Carta originale della Zecca di Stato, evidentemente trafugata. Complessivamente, tra il filone degli uffici giudiziari romani, partito dai taxi abusivi e quello della stamperia clandestina di Somma, al momento si stima una truffa ai danni dello Stato per 300 mila euro. Gli indagati fino ad oggi sono una trentina ma le indagini non sono concluse. Insomma, quel che serviva per la truffa sulla quale stanno ancora lavorando le Procure di Roma e Perugia, si produceva nello scantinato di via San Sossio. In manette sono finiti D.A.S. (41 anni), i fratelli S.P. e S.S. (38 anni), B.C. (34 anni), S. G. (61 anni), A.E. (35anni). Altri, sempre residenti tra Napoli e provincia, sono indagati in stato di libertà.




