L’ex sindaco resta a Poggioreale. Intanto al Comune arriva il commissario prefettizio.
Ieri era il giorno di Terracciano, il dirigente dell’ufficio ambiente implicato nello scandalo delle “mazzette”. Doveva presentarsi davanti al giudice per le indagini preliminari e rispondere delle accuse che la Procura gli muove: ossia concussione. Precisamente “tentata” concussione perchè lui, al contrario del sindaco Carmine Esposito (ormai dimesso dalla carica), soldi non ne aveva mai ancora presi dall’imprenditore che ha denunciato entrambi aiutando poi i carabinieri di Castello di Cisterna a far scattare le manette. Terracciano che è ancora agli arresti domiciliari è effettivamente comparso davanti al giudice insieme al suo avvocato Mario Terracciano, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Proprio nelle ore in cui a Nola andava in scena un altro atto della vicenda che ha precipitato il paese in un vortice decapitando l’intera amministrazione comunale, al palazzo municipale di Sant’Anastasia si insediava il commissario prefettizio Anna Nigro, viceprefetto di annosa esperienza. Toccherà a lei traghettare il paese al voto in un clima pesante. Gli anastasiani si dividono tra colpevolisti e innocentisti e noi abbiamo voluto fare un mini sondaggio in alcune strade della città, fermando i passanti e chiedendo loro di dire ai nostri taccuini come la pensano sulla vicenda. Le domande erano due: “Sa che sono finiti in carcere il sindaco Esposito e un dirigente del Comune?”; “Cosa ne pensa?”. Le abbiamo fatte a trenta persone, uomini e donne, giovani e meno giovani, in varie strade del paese periferiche e più al centro. Non certo un numero che abbia valore statistico, ma per farsi un’idea probabilmente si. Su trenta “intervistati”, alla prima domanda 28 hanno risposto “sì”, solo due non ne erano a conoscenza. Alla seconda domanda, quella rivolta perchè si esprimesse un’opinione, tredici persone, più donne che uomini, hanno sostenuto che il sindaco Esposito fosse stato “incastrato” e si sono detti convinti che non avesse mai fatto quel che “scrivono i giornali”.
Gli altri diciassette lo ritengono invece già “colpevole” aggiungendo che “tutti i politici fanno così” (questa affermazione l’hanno ripetuta in undici). Pochi i commenti su Terracciano: “Non lo conosco”, “Si sapeva già” e altri commenti che non sono francamente trascrivibili su una testata giornalistica, sia sul sindaco sia sul dirigente, dal momento che attengono e vanno a toccare la loro vita privata e non quella pubblica. Trenta persone sono poche, ma abbiamo avuto la netta impressione che, pur non statisticamente rilevante, il nostro piccolissimo “sondaggio” abbia un qualche valore. Una giovane donna, insegnante elementare, ha detto: “Non so se ha preso i soldi veramente, però sono convinta che in ogni caso il paese abbia perso molto in credibilità, in sviluppo, non sembra nemmeno che siamo a Natale: è come se le luci a festa non le vedessimo nemmeno più. Se il sindaco è colpevole spero che paghi, non solo per il reato che ha commesso ma per le conseguenze che questo gesto avrà su noi tutti che ci credevamo davvero”.
Poche domande, molte risposte, qualche battuta amara. Il clima è pesantissimo ed è come se già incombesse non l’aria del Natale, ma quella della prossima campagna elettorale. “Non andrò a votare, sono tutti uguali” – dice un operaio. “Io non l’ho votato, che volete da me?” – aggiunge un promotore finanziario che si allontana in fretta, seccato. Qualcun altro si è sottratto, altri ancora hanno inveito contro la stampa e i giornalisti “colpevoli” secondo loro di “raccontare solo sciocchezze”. “Sciocchezze”, naturalmente, è un eufemismo. Noi ci abbiamo provato, come avevamo già fatto subito dopo l’arresto di Esposito, pur coscienti di non poter tastare fino in fondo il polso di questo paese provato, in ginocchio, senza guida. Il timone toccherà per un po’ al commissario prefettizio, poi si aprirà la girandola delle imminenti elezioni.
Le indagini frattanto si dice continuino. Per il sindaco, la cui difesa punta gli arresti domiciliari, c’è la flagranza di reato e lui ha risposto al giudice già martedì proclamandosi innocente. Per Terracciano, che ha preferito rimandare il momento delle risposte e ai domiciliari è già, la flagranza non c’è, ma nelle mani dei giudici ci sarebbero intercettazioni ambientali e verbali di non poca rilevanza. Le “cimici” che la vittima delle pressioni portava addosso durante i colloqui con i due hanno fatto il loro lavoro e se per Esposito la linea che sta portando avanti la difesa è nota e più volte veicolata dal suo avvocato (la “trappola”), per Terracciano non è ancora noto come il legale intenda procedere per giustificare la richiesta di tangente che in quel caso ammontava a 2500 euro mensili. Cinquemila, il doppio, per Esposito, queste cifre e le relative richieste sarebbero negli atti in possesso della Procura di Nola guidata da Paolo Mancuso.





