l dramma della solitudine: anche a Somma servono progetti e nuovi spazi di aggregazione

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Pochi giorni fa, a Roma, un altro dramma ha riportato brutalmente l’attenzione sull’isolamento e sulla solitudine. Due genitori e la loro bambina con disabilità di cinque anni sono stati trovati morti nella loro casa. Gli investigatori stanno ricostruendo quanto accaduto, nell’ipotesi di un omicidio-suicidio.

 

 

Non si può restare insensibili davanti a tragedie come questa. Isolamento e solitudine non sono la stessa cosa, ma spesso finiscono per intrecciarsi. La solitudine è uno dei grandi mali del nostro tempo.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo una persona su sei soffre di solitudine. Una condizione che può avere conseguenze pesanti anche sulla salute. Ogni anno sarebbero circa 871 mila le morti premature a essa associate. In pratica, cento ogni ora.

La solitudine riguarda gli anziani, ma anche i giovani. Si potrebbe leggere persino il fenomeno dei grandi concerti, con centinaia di migliaia di partecipanti, come una forma paradossale di solitudine di massa. Chissà cosa accadrebbe se ai megaconcerti vietassero smartphone e selfie?

Soli con un telefonino in mano si sta alla grande. Specialmente se intorno c’è tanta gente.

In Italia, intanto, gli ultrasessantacinquenni sono già più del 25 per cento della popolazione. E con l’avanzare dell’età il rischio dell’isolamento può diventare ancora più pesante. Gli anziani, infatti, sono spesso più esposti alla fragilità fisica ed emotiva e hanno bisogno di maggiori attenzioni, relazioni e momenti di socialità.

Il problema, dunque, non è soltanto privato. È anche un problema delle città. In alcune città, le amministrazioni stanno cercando di affrontarlo progettando spazi pubblici, occasioni di incontro e iniziative capaci di favorire la partecipazione.

A Somma Vesuviana, purtroppo, gli spazi di aggregazione sono pochi e insufficienti. Mancano luoghi nei quali bambini, giovani e anziani possano semplicemente incontrarsi, stare insieme, trascorrere qualche ora. Molti anziani, soprattutto d’estate, per cercare un poco d’aria sono costretti a stare sui marciapiedi o davanti ai bar.

Ci ritroviamo con una città disastrata. A volte sembra quasi abbia subito un bombardamento.

Le persone hanno dato fiducia a una nuova amministrazione e aspettano che cominci davvero un nuovo ciclo. Le condizioni di partenza sono difficili, ma la speranza è che questa giunta riesca finalmente a dare un segnale di cambiamento.

Il sentimento diffuso, però, è chiaro: meno enfasi e meno fotografie sui social, più attenzione alle persone fragili e qualche luogo in più dove potersi incontrare davvero.

 

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