L’Ascom ha riunito attorno al tavolo Istituzioni e Carabinieri per discutere di sicurezza e capire se la città rischia di tornare ai tempi bui. “Non ci sono gli spettri del passato”, ha rassicurato il capitano D’Agosto.
All’indomani del ritrovamento di alcuni bossoli di proiettili davanti alle vetrine di note aziende del territorio, la Somma Vesuviana perbene e laboriosa sceglie di non aver paura, di alzare la testa, di chiedere l’appoggio e l’aiuto delle istituzioni e delle forze dell’ordine. La gran parte della cittadinanza onesta, quella che quotidianamente si adopera e opera destreggiandosi tra la crisi economica e le difficoltà burocratiche, non vuole e non può credere ad un possibile “ritorno” di un passato camorristico che per oltre vent’anni ha spadroneggiato in città, incutendo paure e minando alla base lo sviluppo culturale ed economico del territorio.
Di fronte alla presenza di quei bossoli dunque la città ha cercato risposte e rassicurazioni. Da qui l’incontro di ieri sera , promosso dall’Ascom, che si è tenuto nella sala Santa Caterina e che ha visto la partecipazione del capitano dei carabinieri di Castello di Cisterna, Michele D’Agosto, del comandante della locale stazione, Raimondo Semprevivo, del maresciallo Alessandro Gambino, del primo cittadino di Somma Vesuviana, Ferdinando Allocca, del presidente dell’associazione antiracket di Pomigliano, Salvatore Cantone, di Pasquale Ugliano e Pasquale Cutolo, rispettivamente del direttivo della Confcommercio di Napoli e della Confcommercio della provincia di Napoli.
Il territorio è di nuovo palcoscenico di eventi criminosi? Come bisogna interpretare gli accadimenti recenti? In che misura i commercianti devono preoccuparsi? Come ci si può coordinare con le forze dell’ordine? Queste le domande poste ai presenti al tavolo da Mario Sodano, presidente dei commercianti sommesi.
”Il problema che affrontiamo stasera – premette Sodano prima di passare la parola al sindaco – è un problema serio, che tocca tutti noi. Se sul nostro territorio spirano venti anomali, è interesse di tutti collaborare per spazzarli via. Siamo un paese che ha subito fortemente in passato la presenza camorristica, veniamo da una situazione di falsa tranquillità. Molti di noi non hanno mai pagato il pizzo, ma comunque siamo stati tenuti buoni, senza la possibilità di poterci esprimere liberamente. Oggi ci troviamo ad affrontare un discorso di criminalità completamente diverso, più cruento e senza scrupoli. Ed è per questo che dobbiamo essere uniti, che non dobbiamo abbassare la guardia, facendo ognuno la propria parte per dare una mano a ripristinare la sicurezza sul territorio”.
“Sono qui – ha dichiarato Allocca- per esprimere solidarietà agli esercenti che sono stati attenzionati da atti malavitosi. Purtroppo stiamo vivendo un momento di forte vuoto di potere, dove i rappresentanti delle istituzioni sono deboli e in questa debolezza si inserisce la malavita. Questa sera, nell’affidare un bene confiscato alla camorra al forum dei giovani, abbiamo chiuso un capitolo e di questo ne dobbiamo essere tutti convinti. Oggi dobbiamo affrontare alcuni atti criminosi, probabilmente casi isolati, e per farlo c’è bisogno sia di prevenzione che di repressione. La prevenzione tocca a noi, e la facciamo esercitando la buona politica e la buona amministrazione, che sono le strade che ci hanno spinto a non aver paura e a denunciare ogni forma di illegalità. Da qui il mio invito, a prescindere dal vostro colore politico, alla collaborazione con l’amministrazione e le forze dell’ordine per rendere sempre più vivibile e tranquilla la nostra città”.
L’incoraggiamento a denunciare arriva in modo forte da Salvatore Cantone, che testimonia la propria esperienza di vittima della camorra, di vittima che ha avuto poi il coraggio di rialzarsi, di denunciare, di costruire e costituire un’associazione antiracket che, attualmente, conta a Pomigliano diverse centinaia di iscritti. ”Non dobbiamo farci sopraffare dal desiderio di abbandonare la nostra terra, ma dobbiamo lottare e costringere i prepotenti ad andarsene. Dobbiamo riappropriarci della nostra città”.
Essere orgogliosi della propria città sempre e tutelarla dalle infiltrazioni criminose: Pasquale Ugliano, da ottavianese esprime amarezza per tutte le volte che la sua città è stata etichettata come città di Cutolo e del racket. “Ogni volta è stato un pugno nello stomaco e abbiamo dovuto subire diverse mortificazioni, che hanno macchiato l’onore di tanti nostri onesti concittadini. Somma, Ottaviano: non esistono confini. Dobbiamo sentirci uniti e combattere per respingere con forza quella criminalità del passato che oggi non possiamo più sopportare”.
“È positivamente insolito – ha aggiunto compiaciuto Pasquale Cutolo – affrontare questo tema in quest’atmosfera così sobria e alla presenza massiccia delle forze dell’ordine e della politica locale. La presenza di Confcommercio, pronta a costituirsi anche parte civile per le vittime del racket, la disponibilità delle istituzione e un maggior coordinamento delle diverse forze dell’ordine, possono costituire un muro solido ed impenetrabile contro la criminalità”. In un’atmosfera distesa ed informale, le forze dell’ordine nel corso della serata hanno ribadito la loro disponibilità e volontà ad ascoltare, a sostenere, a tutelare chiunque si senta pressato e minacciato da forze criminali.
“Tra di noi- ha detto il capitano D’Agosto – non ci sono e non ci devono essere gradini e distanze e soprattutto, dobbiamo iniziare a dirci le cose che non vanno bene. Siamo presenti costantemente sul territorio e siamo sempre disponibili ad ascoltarvi, a metterci faccia a faccia con voi, a dialogare, a tutelarvi”. Con molto garbo e con la giusta ironia, D’Agosto riesce subito a creare un clima informale con il pubblico, rassicurandolo e invitandolo a denunciare senza alcun timore. ”Venite a parlare con noi, saremo poi noi ad avere a che fare con certi personaggi: sta a noi trovare la giusta formula per non farvi esporre e per tutelarvi”.
Entrando nello specifico, D’Agosto, nel rispetto delle indagini in corso, non si sottrae alle domande e rassicura gli esercenti presenti specificando che ”non c’è alcuno spettro del passato, che non c’è alcun ritorno agli anni dei boss vesuviani. Quando c’è crisi di introiti e di regole, certe bande vanno in conflitto e i fatti succedono, hanno cadenza periodica. Noi sappiamo, le indagini proseguono ma abbiamo bisogno anche della vostra collaborazione”.
Come avvicinare i cittadini alle forze dell’ordine? Perché la divisa incute sempre timore soprattutto agli esercenti? “La parola passa al comandate Raimondo Semprevivo “che – spiega Sodano – in città viene visto con un po’ di timore perché ha fama di essere integerrimo e di voler far rispettare troppo la legge”. “In realtà – spiega Semprevivo – la visita agli esercenti rientra nella tutela e nella vigilanza della cittadinanza. Noi non facciamo semplicemente repressione, ma anche e soprattutto prevenzione. Nei supermercati, per esempio, le condizioni igienico/sanitarie sono essenziali e il controllo è d’obbligo ai fini della tutela della salute dei cittadini. La visita agli esercenti non deve essere vista come una minaccia che lede l’attività commerciale, ma piuttosto come una modalità di miglioramento”.
“Spesso ci troviamo di fronte a grosse difformità edilizie ed autorizzazioni comunali. A questo si aggiunge che Somma è una città soggetta a diversi vincoli, che non consentono lo sviluppo di alcune attività. Episodi di abusivismo, ovviamente, ci hanno portato alla chiusura e alla limitazione dei alcune attività. Ma- ribadisco – non bisogna avere paura dei controlli: oggi siamo pronti a dare una mano, molti esercenti l’hanno avuta sottoforma di indicazioni e di suggerimenti che hanno portato al miglioramento dell’attività commerciale”. Il tono informale e pacato delle forze dell’ordine incoraggiano i presenti al dibattito, che si concentra sulle difficoltà degli esercenti rispetto all’eccesiva burocratizzazione dei servizi.
Non mancano piccole provocazioni , una tra tutte il perché della mancanza di un piano industriale che permetterebbe di delocalizzare e sistemare parecchie aziende. Piano che, invece, sostiene il sindaco- “è in dirittura di arrivo, è ormai pronto e che ha visto tempi lunghi non per condizionamenti ma per la scelta di voler accogliere tutte le osservazioni esterne. Somma oggi è dotato sia del Siad che dei Pip: rivolgetevi ai vostri tecnici,ai commercialisti, agli addetti ai lavori affinchè possiate fare richieste consone ai due strumenti comunali”. Un’ ultima sottile ma chiara stoccata arriva in merito alla scarsa presenza della polizia municipale in alcuni settori di controllo.
“Malgrado qualche momento di dissonanza negli ultimi tempi, questo comando ha operato bene e ha contribuito a ridare dignità ai tanti agenti che quotidianamente operano sul territorio. Auspico- quando vincerò le prossime elezioni – conclude Allocca – che ci sia sempre più collaborazione tra polizia municipale e carabinieri, tra le istituzioni e tutte le forze sociali, civili, religiose e politiche presenti sul territorio. Solo restando unti possiamo sperare di respingere le forze grigie e malavitose che cercano di attentare alla nostra tranquillità”.

