I residenti del quartiere lamentano da tempo problemi di viabilità e di scarso controllo.
“È un quartiere abbandonato da Dio e dalle Istituzioni”. “È terra di nessuno, dove vedi arrivare i signorotti della politica locale solo durante le elezioni e noi, puntualmente, ci facciamo illudere dalle loro promesse. Si devono vergognate tutti, nessuno escluso”. “I nostri amministratori se ne devono andare a casa”. È durissimo il giudizio dei residenti di Rione Trieste, vasto e popoloso quartiere periferico della cittadina vesuviana, che nella tarda mattinata di ieri è stato teatro di una scena di violenza inaudita. A fare da spettatori, purtroppo, i tantissimi bambini della scuola primaria e della scuola dell’infanzia che a quell’ora uscivano dalle classi.
Il caldo, la viabilità sistematicamente in tilt, gli spazi angusti, i cantieri aperti e incompiuti, il degrado, l’esasperazione di chi, quotidianamente, non riesce ad uscire o ad entrare nella propria abitazione perché il passaggio viene ostruito da qualche auto in sosta selvaggia, l’assenza della polizia municipale: un mix esplosivo, la cui miccia è stata innescata ieri dalla bestialità dell’incivile di turno che a quell’ora passava da quella parti e che mal ha tollerato il traffico e il fatto che il guidatore che gli stava davanti era troppo lento. In realtà il malcapitato, un sessantenne, che viaggiava in compagnia della moglie, tornava da un matrimonio e cercava, invano, di entrare nel vicolo che conduce alla sua abitazione, adiacente al cantiere del futuro (?) campetto polivalente e a quello che alla cosiddetta chiesa vecchia, ma un’auto in sosta ne impediva il transito.
Da qui il rallentamento che tanto ha disturbato un uomo il quale, in un’Audi nera viaggiava insieme ad altri due e che, sotto gli occhi di tanti genitori e tanti bambini che in quel momento uscivano dalla scuola, è sceso dall’auto e ha aggredito il sessantenne che non ha avuto nemmeno il tempo di difendersi, cadendo sull’asfalto. Ed è stato proprio lì, a terra, che l’aggressore, sordo alle suppliche della moglie dell’uomo, lo ha picchiato selvaggiamente, sferrandogli, prima di scappare, anche un calcio in pieno volto, all’altezza dell’occhio.
In un attimo si è scatenato l’inferno: bambini in lacrime, donne urlanti alla vista del sangue sul volto dell’uomo e sulla povera donna che, nel tentativo di difendere il marito, si è procurata diversi graffi ed escoriazioni sulle braccia e sulle gambe. Mentre il balordo vigliaccamente scappava, qualcuno è riuscito a prendere il numero di targa dell’auto, che è stato consegnato ai carabinieri della stazione locale, al comando del maresciallo Raimondo Semprevivo.
“Ho supplicato quell’uomo di smetterla, di non fare del male a mio marito- ha raccontato ancora sotto shock la signora- che è un cardiopatico: ma non mi ha sentito. Anzi, quel vigliacco ha continuato a colpirlo”.
Avvertiti da alcuni operatori scolastici, poco dopo sul posto sono intervenuti due vigili urbani che, dato il clima incandescente , hanno rischiato un vero e proprio linciaggio da parte dei residenti. “Deve per forza capitare un guaio per vedervi in strada? Chi ci deve garantire la sicurezza? Dov’è il vigile di quartiere? Perché non è mai in servizio fuori la scuola?” Tra un coro di ingiurie e di offese, la polizia municipale ha provveduto comunque a ripristinare l’ordine e la viabilità. Ma la rabbia e l’indignazione del quartiere è solo momentaneamente sedata e l’intenzione di tanti è quella di una protesta forte a Palazzo Torino, “dove – spiega inferocito un nutrito gruppo di genitori- chiunque arriva si dimentica di questo quartiere.
Sono passati cinque mesi dalle elezioni e qui non si è mosso nulla. Intono a noi c’è sempre lo stesso degrado, i cantieri sono stati solo aperti e le opere pubbliche promesse praticamente sono a zero. Ci avevano assicurato che per lo scorso natale i nostri figlia avrebbero avuto quel campetto e invece? Non solo i lavori sono fermi ma ci hanno tolto anche quel poco di spazio che avevamo per parcheggiare. Noi che abitiamo a via Pigno, via Colle, via Bosco, come dobbiamo accompagnare i nostri figli? A piedi? Già, a piedi: e i marciapiedi? Che dire di quella vecchia chiesa? Siccome è pericolante è stata transennata e così ci hanno tolto anche i marciapiedi! Il sindaco ci aveva promesso che sarebbe stata abbattuta , ma ormai non ci speriamo più.
Vogliamo parlare delle caditoie che, intasate e sporche, emanano una puzza stomachevole? E del controllo? Dei vigili? Dove sono? Quello che è successo oggi è la conferma che per i nostri amministratori, di cui alcuni sono proprio di questo quartiere, siamo cittadini di serie B”.
L’umiliazione e la violenza subita da una famiglia nota e perbene del quartiere Rione Trieste ha immediatamente suscitato l’indignazione della rete, dove è iniziato il processo all’attuale amministrazione che, ad oggi, distratta da lacerazioni interne alla maggioranza che ha portato alla vittoria di Raffaele Allocca, vive un momento di stallo amministrativo.
Intanto, si moltiplicano le attestazioni di solidarietà per l’uomo aggredito, che è stato trasferito al Loreto Mare per un serio trauma all’occhio.






