Auriemma duro: “Alla gente è rimasto solo il “pacco””. Granato: “Abbiamo fatto bene, continueremo”. Piccolo: “Finora solo incompetenza”. Sannino: “Per noi sarà facile, i nostri parlamentari ci saranno sempre accanto”.
“Potendo attingere a fondi stanziati anche a livello europeo, per la sussidiarietà alle fasce più deboli, inclusi i giovani, come si intende incentivare il terzo settore? E che cosa intende offrire in termini di opportunità, spazi e servizi?”. Questa una delle quattro domande poste nel confronto tra candidati a sindaco organizzato dall’associazione “Amici del Buon Vivere” nella sala Santa Caterina. Il primo a rispondere è Antonio Granato ed elenca i risultati degli ultimi anni: creazione del segretariato sociale, centri sociali, sportello immigrati, incentivazione affido familiare, quattro centri polifunzionali per anziani, il finanziamento ottenuto per l’asilo nido comunale con l’elogio dell’assessorato regionale alle politiche sociali, borse lavoro, Informagiovani, Somma Vesuviana nuovamente capofila nell’ambito attinente.
“Continueremo su questa strada – dice Granato – abbiamo dimostrato di averne le competenze e continueremo a farlo”. Pasquale Piccolo incalza e ricorda che “non più tardi di trenta giorni fa, Somma Vesuviana ha perso una grande occasione: il finanziamento per la Festa delle Lucerne”. Perchè, sostiene Piccolo, “la pratica non era stata istruita bene”. “Farò di tutto per dare opportunità ai giovani – continua l’avvocato Piccolo – il Forum dei Giovani sarà il primo avamposto di legalità amministrativa sul territorio e modificheremo il regolamento comunale: ci sarà un rappresentante della consulta dei giovani in giunta ogni volta che un atto riguarderà da vicino le giovani generazioni.
Ed è mia intenzione organizzare attentamente le forme per attingere ad ogni sostentamento che l’Europa mette a disposizione”. Il grillino Ciro Sannino fa leva sulla vicinanza di parlamentari e senatori del Movimento 5 Stelle. “Loro ci saranno sempre, noi potremo accedere più facilmente ai finanziamenti, Poi indirizzeremo i giovani al lavoro, facendo in modo che imparino un mestiere, daremo in concessione terreni comunali a chi vuole occuparsene, incentiveremo mercatini settimanali, accorceremo la filiera”.
Sul piede di guerra Giuseppe Auriemma: “A me non piace la filosofia del pacco alimentare, alla gente è ormai rimasto solo il pacco”. E ci va giù duro rivolgendosi a Granato. “Non mi ero accorto che le politiche sociali erano un’isola felice a Somma Vesuviana. Io chiamerò a raccolta le migliori menti della nostra città, costruiremo un centro per la formazione di arti e mestieri, penseremo ad una carta prepagata dei servizi, non a pacchi. La gente è affamata non solo di pane, ma di dignità”.




