Questa mattina previsti blocchi e proteste davanti alla grande fabbrica di via Argine che produce treni. In lotta i 230 operai della Simmi, le cui commesse sono state dirottate dall’Ansaldo nel nord. Intanto lo stabilimento di Acerra ha chiuso i battenti.
La scorsa settimana avevano messo in ginocchio i collegamenti ferroviari tra Napoli e il resto d’Italia, bloccando per oltre un’ora la stazione centrale.
Ora gli operai della Simmi di Acerra, che quasi come per uno scherzo del destino hanno sempre lavorato per realizzare componenti da destinare ai treni, tenteranno di alzare il tiro delle protesta attaccando il cuore delle produzioni su rotaia: l’Ansaldo di Napoli. Le tute dell’impianto acerrano, rimaste senza soldi e senza posto, questa mattina, alle sette, si recheranno davanti allo stabilimento produttore di convogli ferroviari per il quale hanno lavorato tanti anni. Non si sa cosa succederà. Ma le previsioni non dicono nulla di buono.
La tensione è alle stelle. Ci sono due problemi di fondo. Uno è enorme: l’Ansaldo ha dirottato le commesse al nord. L’altro è contingente: i salari della cassa integrazione non vengono erogati da mesi. Dulcis in fundo c’è un immane problema di prospettiva. Tra qualche settimana il tribunale di Nola dovrà decidere se l’azienda acerrana debba fallire o meno.
(Fonte foto: Rete Internet)




