Tra le ipotesi più accreditate, per la decisione che potrà slittare ancora solo di qualche giorno, la disposizione degli arresti domiciliari.
Un mese e tre giorni di detenzione in carcere per l’ex sindaco di Sant’Anastasia, Carmine Esposito. La decisione del gip di Nocera Inferiore, attesa già ieri, potrebbe arrivare nelle prossime ore o slittare ancora agli inizi della prossima settimana. Nelle intenzioni della difesa di Esposito, affidata all’avvocato Vincenzo Maiello, c’è l’obiettivo di ottenere almeno la custodia ai domiciliari, tutto è adesso nelle mani del giudice per le indagini preliminari a cui il tribunale della libertà ha demandato la competenza dell’inchiesta il 30 dicembre 2013.
Accogliendo quindi la richiesta del legale di Esposito di trasferire la competenza a Nocera, in provincia di Salerno perchè è in quel luogo, precisamente ad Angri, che si sarebbe consumato il presunto reato denunciato dal titolare della ditta GPN che a Sant’Anastasia, dove Esposito era sindaco fino al suo arresto, svolge tuttora il servizio di igiene urbana. L’eventualità più accreditata, visto che l’ex sindaco non può più proprio per effetto delle sue dimissioni, reiterare il reato contestatogli (induzione indebita a dare o promettere utilità, cioè concussione), è quella che gli si concedano i domiciliari. Anche se il gip ha altre strade: confermare in toto l’ordinanza e perciò disporre che Esposito resti in carcere, caso che aprirebbe alla difesa un secondo ricorso al tribunale della libertà, stavolta quello competente di Salerno, o rimetterlo in libertà.
Quasi tutti i pilastri dell’inchiesta che ha portato all’arresto e poi alle dimissioni di Esposito sono noti: il titolare della GPN denunciò lui e il funzionario comunale Luigi Terracciano, ancora oggi ai domiciliari e per il quale i difensori Mario Terracciano e Antonio Del Vecchio profilarono giorni fa un ricorso in Cassazione, accusandoli di avergli chiesto una tangente. Il sindaco di cinquemila euro mensili, il funzionario di duemilacinquecento. Non in concorso tra loro, ma autonomamente, dunque non “complici” ma, almeno nei pochi giorni che hanno preceduto l’arresto dei due, consapevoli l’uno delle richieste dell’altro: a entrambi lo aveva rivelato lo stesso imprenditore che, registrando le conversazioni, lamentava sia con il sindaco, sia con Terracciano, la difficoltà a pagare le “mazzette”.
Pochi dettagli sono trapelati, tuttavia già dal momento dell’arresto (al sindaco toccò il 14 dicembre, al funzionario pochi giorni dopo) più fonti confermarono che per quanto riguarda Esposito non si evincerebbero, dalle intercettazioni, palesi richieste di denaro bensì l’estrema “prudenza” che giungeva finanche a chiedere di spegnere i telefoni cellulari in sua presenza (questo il titolare della ditta avrebbe raccontato agli inquirenti) per il funzionario invece si parlerebbe, negli atti, di “trattativa”. Le differenti misure cautelari, uno in carcere, l’altro a casa propria pur con i limiti della custodia domiciliare, sarebbero “giustificate” dalla flagranza di reato contestata all’ex sindaco al quale i carabinieri di Castello di Cisterna guidati dal maggiore Michele D’Agosto trovarono in auto una busta con quindicimila euro. Tutti e due gli indagati si sono dichiarati estranei ai fatti contestati e l’avvocato di Esposito ha chiesto l’iscrizione nel registro degli indagati per il titolare della GPN e che il suo cliente continua a dichiararsi vittima di una “trappola”.
I legali di Terracciano hanno invece focalizzato la difesa sull’inutilizzabilità delle registrazioni che a quanto sembra sarebbero state realizzate e poi prodotte dalla presunta vittima della richiesta di tangente. Due vicende parallele che saranno valutate da giudici diversi, da diverse Procure, quella di Nocera per Esposito, quella di Nola (guidata da Paolo Mancuso che dopo l’arresto dell’ex sindaco definì la vicenda “assai grave”) per Terracciano. Nelle prossime ore si dovrebbe capire come il nuovo gip di Nocera Inferiore valuta gli elementi che hanno precedentemente spinto il collega della Procura di Nola a disporre gli arresti per l’ex sindaco. Per Terracciano invece, depositate le motivazioni del tribunale della libertà, i legali valuteranno i prossimi passi da compiere.
Non è ancora noto se nei controlli successivi ai due arresti, gli inquirenti abbiano appigli per controllare altri atti delle gare di appalto seguite dal funzionario negli ultimi anni, compresa quella stessa aggiudicazione che provocò il ricorso al Tar vinto dalla GPN il cui titolare aveva già collaborato con i carabinieri in un’altra inchiesta, a Cercola, e in un altro caso ad Angri, dove fece scattare l’operazione che portò in carcere due fratelli, accusati di estorsione per la somma di centomila euro.
(>Fonte foto: Rete internet)






